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Dopo la pausa estiva, il 14 settembre è ripreso il confronto all'Aran per il rinnovo
contrattuale dei dirigenti dell'Area 1^.
Ricorderete che nelle tornate aprile-luglio avevamo indicato all'Agenzia i principali nodi
normativi da sciogliere, per altro condivisi dalle altre organizzazioni sindacali sia pure
con qualche distinguo. Essi erano e sono:
- a) la durata minima dell'incarico dirigenziale (il problema è
superato dall'intervenuta norma, ma non per quei dirigenti che avessero davanti a sé un
periodo lavorativo inferiore ai 3 anni);
- b) superamento dell'equivalenza dell'incarico come definita dallo
scaduto CCNL; l'Amministrazione che non intenda riconfermare nell'incarico il dirigente
che non abbia demeritato deve attribuirgliene un altro di almeno pari trattamento di
posizione;
- c) recesso dell'Amministrazione; superamento della giusta causa così
come definita dai due precedenti CCNL, ancorandola direttamente ed esclusivamente ai
comportamenti professionali del dirigente;
- d) reintegro del dirigente nella medesima posizione o in altra di pari
trattamento retributivo, qualora il giudice o l'arbitro riconoscano insussistenti le
motivazioni addotte al licenziamento per giusta causa;
- e) competenza delle relazioni sindacali (di decentrata nazionale) a
proceduralizzare il conferimento degli incarichi dirigenziali, fermi restando i criteri
generali fissati dal CCNL;
- f) riduzione del numero delle fasce di posizione su cui si articolano
gli incarichi dirigenziali di livello non generale;
- g) competenza della contrattazione decentrata nazionale a definire il
valore economico della fasce di posizione in cui si articolano gli incarichi dirigenziali
di livello non generale;
- h) criteri e limiti per l'affidamento di incarichi aggiuntivi
retribuiti ai dirigenti;
- i) precedenza ai dirigenti (rispetto a eventuali soggetti esterni)
nell'affidamento di incarichi aggiuntivi retribuiti.
Nell'ultimo incontro del 21 luglio, l'Agenzia fatto presente che l'atto di indirizzo e la
costante interpretazione di talune norme del decreto legislativo 165, non le consentivano
di spingersi autonomamente in quelle direzioni e, pertanto, avrebbe investito il Comitato
di Settore di tali problematiche.
Nell'incontro del 14, l'Aran ci ha comunicato di non aver ancora ricevuto risposta
ipotizzando che il Comitato di Settore intenda esprimersi contestualmente all'Atto di
indirizzo per il secondo biennio, la cui bozza - così ci risulta - è da qualche giorno
all'esame di via XX settembre.
Ipotizzando concrete aperture sui punti sopra descritti, proceduralmente si aprono i
seguenti scenari:
- a) si chiude il quadriennale normativo e il primo biennio economico e
si rinvia il secondo alla prossima finanziaria che stanzierà l'ulteriore 0,7% previsto
dall'accordo di maggio tra Governo e Sindacati; l'ipotesi, per altro espressa del tutto
accademicamente dall'Agenzia, è stata rifiutata da noi e dalle altre organizzazioni
sindacali;
- b) si chiude l'intero contratto sulla base di quanto c'è sul tavolo
(5,66% per il primo biennio.+ 4,31% per il secondo biennio) e si rinvia la trattativa
sullo 0,7% al momento della sua esigibilità ex finanziaria;
- c) si chiude l'intero CCNL con una preintesa che fissi anche
l'utilizzazione dello 0,7%; vi è il dubbio che il metodo della preintesa (che sembra
prevalere sul tavolo dei Comparti) potrebbe non essere accolto positivamente dalla Corte.
Il terzo scenario ha ottenuto il consenso di tutte le organizzazioni le organizzazioni
sindacali che, però, hanno chiesto all'Aran di intervenire sul Comitato di Settore e di
proseguire il confronto sulle altre parti del contratto normativo al fine di guadagnare
tempo.
La trattativa proseguirà la prossima settimana.
Massimo Fasoli
Segretario Generale della CIDA-Unadis
via Nazionale, 75
00184 ROMA
tf. 06 47822360
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L'Associazione Dirigenti Giustizia è un'associazione
professionale tra i dirigenti amministrativi dell'amministrazione giudiziaria che, negli
ultimi anni, si è posta come obiettivo, tra gli altri, il miglioramento della qualità e
dell'efficienza del servizio giustizia.
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