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Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione
Ministeri – Enti Pubblici – Università – E. P. Ricerca – Aziende
Autonome – Comparto Sicurezza
Agenzie fiscali – Presidenza del consiglio
COORDINAMENTO NAZIONALE DIRIGENTI MINISTERIALI
AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Giorgio Napoletano
AI SIGNORI PRESIDENTI E COMPONENTI DELLE COMMISSIONI
GIUSTIZIA DI CAMERA E SENATO
AL SIGNOR MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
On.Clemente MASTELLA
Roma 15/2/2007
Ancora una volta quest’Organizzazione Sindacale, rappresentativa dei
Dirigenti di Prima e Seconda fascia, deve lamentare la totale mancanza
d’informazione, di trasparenza e concertazione all’interno del Ministero
della Giustizia.
Malgrado sia stato iniziato il confronto sulle materie del Contratto
Integrativo tra l’Amministrazione e le OO.SS., al Dipartimento
dell’Organizzazione giudiziaria, ad oggi, non si è approdato a nulla,
nel senso che non è stato possibile concludere il benché minimo accordo.
All’interno del Dipartimento della Giustizia minorile, poi, i lavori non
sono neppure iniziati.
Intanto si è venuti a conoscenza –non è ancora pervenuta alcun’informativa
alle OO.SS.- che, l’Amministrazione ha predisposto(vedi allegato) alcune
sostanziali modifiche al d.lgs. 240/2006 ( Individuazione delle
competenze dei magistrati e dei dirigenti amministrativi degli uffici
giudiziari nonché decentramento su base regionale di talune competenze
del Ministero della Giustizia, a norma degli articoli 1, comma 1, lett.
A) , e 2, comma 1, lettere s) e t) e 12, della legge 25/7/2005, n° 150)
che, se fossero approvate provocherebbero una grave amputazione delle
funzioni e competenze della dirigenza amministrativa e renderebbero
ingovernabile sotto il profilo organizzativo l’apparato giudiziario per
confusione e commistione di ruoli funzioni tra dirigenza amministrativa
e magistratura in deroga al D.L.vo 165/2001.
La modifica degli articoli se approvata, trasformerebbe, infatti, il
Ministero della Giustizia in un ibrido dove potere esecutivo e funzione
giurisdizionale s’intreccerebbero e si avvilupperebbero in modo anomalo
con grave ricaduta, in negativo, sulla separazione dei poteri dello
Stato e sull’obiettivo funzionamento della macchina giudiziaria.
Questo pericolo che periodicamente si propone, oggi sotto forma più
sofisticata, è sempre stato scongiurato negli anni passati da tutti i
precedenti governi del centrosinistra nella consapevolezza degli
sviluppi negativi che avrebbe prodotto sulla funzionalità ed efficienza
del sistema giustizia.
Siamo perciò dell’avviso che all’interno del Ministero della Giustizia
debbano continuare a convivere le due componenti tradizionali: quella
giurisdizionale e quell’amministrativa ( art. 110 della Costituzione).
Le funzioni delle due componenti devono essere tenute ben distinte nel
nome dell’efficienza, salvo il dovuto obbligo del corretto e normale
dialogo tra organi intenzionati a perfezionare l’andamento delle
strutture, così come avviene nella vicina Francia dove un numero
notevolmente inferiore di magistrati soddisfa appieno le esigenze
dell’intera nazione e dove il “greffier”( dirigente giudiziario) espleta
le proprie funzioni in piena autonomia.
Il d.lgs. 240/2006 sembrava avere risolto l’annosa questione delle
funzioni all’interno delle strutture giudiziarie, ma una circolare del
31/10/2006, del Capo dipartimento del Ministero della Giustizia, Claudio
Castelli, ha, di fatto, abrogato il d.lgs. 240/2006 facendo ripiombare
il Ministero nel caos più assoluto e nell’incertezza provocando gravi
disfunzioni organizzative, malumori e proteste da parte dei colleghi
dirigenti dei quali questo sindacato si fa portavoce e difensore da
tempo.
Infatti, con le paventate modifiche, unilaterali ed in violazione palese
del D.L.vo 165/2001, non riusciamo più a comprendere l’importanza dei
ruoli del Direttore Generale del Personale presso la struttura centrale
e dei Dirigenti che sarebbero pesantemente delegittimati
nell’espletamento della loro attivitàpur dovendo rispondere di un
eventuale mancato raggiungimento dei risultati per decisioni prese da
altri.
Occorre ricordare che l’Amministrazione ha investito enormi risorse
finanziarie al fine di affinare la preparazione dei propri dirigenti che
sulla base della circolare del 31/10/2006 e di queste ipotetiche
modifiche al testo del d.lgs. rischiano di essere definitivamente
degradati a meri esecutori d’ordini senza alcun potere di migliorare
l’efficienza dei Tribunali od Uffici presso cui lavorano, vanificando
così gli sforzi dell’Amministrazione per migliorarne la professionalità.
Alla luce di quanto sopra riportato si chiede, pertanto, al Sig.Ministro
Mastella una convocazione urgente delle OO.SS. rappresentative della
dirigenza prima dell’approvazione definitiva delle modifiche al D.L.vo
240/2006.
Nel caso di completamento della procedura d’approvazione delle modifiche
senza, quindi, ripristino del testo in vigore, frutto di mediazione e
rispetto delle competenze e delle funzioni dei dirigenti e garanzia di
certo e sicuro e regolare buon funzionamento dell’attività giudiziaria,
chiediamo al Sig. Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, prima
di apporre la Sua firma, di valutare la ricaduta negativa che tale
provvedimento avrebbe in termini conflittuali tra l’espletamento
dell’attività giurisdizionale ed il libero esercizio del potere
esecutivo da parte del Ministro e della dirigenza amministrativa solo da
questi dipendente.
Deferenti saluti.
Il Segretario Organizzativo
( Aurelio Corrado)
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