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Associazione Dirigenti Giustizia
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Unione Italiana Lavoratori Pubblica AmministrazioneMinisteri - Enti Pubblici - Università - E. P. Ricerca - Aziende Autonome - Comparto SicurezzaCoordinamento Nazionale Dirigenti Ministeriali - 14 ottobre 2004

La dirigenza statale in difficoltà

L'accordo concernente la sequenza contrattuale di cui agli artt. 36 e 46 del CCNL dell'Area 1 della dirigenza e quello riguardante le professionalità sanitarie del Ministero della Salute sembra abbiano subito una inaspettata e preoccupante battuta d'arresto in fase di registrazione presso la Corte dei Conti. I succitati accordi sono stati sottoscritti da lungo tempo, in data 9 dicembre 2003 e 6 maggio 2004, e rivestono grande importanza per la dirigenza statale: uno perché dà inizio ad un processo perequativo delle retribuzioni di posizione all'interno dei ministeri,l'altro perchè,finalmente,trova soluzioni eque e definite per i dirigenti appartenenti alle professionalità sanitarie del Ministero della Salute. Non vorremmo pensare che questo stop all'iter di approvazione degli accordi nasconda l'intenzione deprecabile di farne slittare i contenuti all'interno della fase negoziale di rinnovo dei contratti scaduti, di prossima apertura. Infatti, le linee di indirizzo sono già state approntate dal competente Comitato di settore ed attendono l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri prima di essere inviate all'Aran per la apertura delle trattative. Sarebbe bene che fosse fatta chiarezza su quanto sta accadendo per evitare tensioni all'interno della categoria, all'interno della quale si vive un chiaro stato di inquietudine. Altri sintomi preoccupano e fanno presagire scenari futuri per niente rassicuranti. Il fatidico tetto del 2% sulla crescita di tutte le spese per il 2005 che si vuole estendere anche ai redditi di lavoro dipendente ( nuovi contratti), il tardivo recupero dell'inflazione perché i contratti si rinnovano con ritardo(il nostro è scaduto da tre anni!), la probabile invasione di un esercito di dirigenti esterni all'interno delle amministrazioni statali-retribuiti con i fondi per la retribuzione di posizione e risultato dei dirigenti di ruolo-, la volontà espressa da questo governo di togliere la parte giuridica dei contratti dei dirigenti all'Aran per sottoporla alla competenza del Parlamento, una formazione insufficiente e precaria della dirigenza statale (risorse irrisorie e distribuite confusamente tra mille scuole e consulenze clientelari), la mancanza di garantistici, precisi e trasparenti criteri di valutazione dei risultati. E da ultimo, fatto di enorme gravità e negatività, la mancata conclusione della contrattazione integrativa in quasi tutti i Ministeri per un pervicace, ostinato e costante atteggiamento intenzionalmente dilatorio della parte pubblica che impedisce alla componente sindacale di svolgere il suo ruolo istituzionale di difesa e tutela dei diritti de lavoratori dirigenti. Su questo ultimo argomento ci ripromettiamo di rendere noto con appositi comunicati per singola amministrazione la situazione in atto, riservandoci, in caso di riscontrati gravi inadempimenti lesivi delle libertà e prerogative sindacali e inosservanti del corretto esercizio del sistema delle relazioni sindacali, di avviare in sede giudiziaria tutte le necessarie iniziative a tutela dei diritti ed interessi dei dirigenti in servizio. Facendo un pò di autocritica costruttiva ed alla luce di quanto sopra evidenziato forse è ora di procedere ad una revisione dell'azione svolta finora dal nostro sindacato. La scelta è di restare all'interno delle regole anche di fronte alla gravità della situazione attuale ma di esercitare il nostro ruolo con più incisività e determinazione, all'interno di una cornice di iniziative condivise da tutti i dirigenti entro la quale affrontare tutti i problemi sul tappeto. L'altro motivo che spinge ad un cambio di comportamento da parte del nostro sindacato è che, se non riusciamo a svolgere pienamente il nostro ruolo saremo soffocati e messi a tacere e con noi coloro che rappresentiamo, questo per coerenza e per moralità non possiamo permetterlo. Noi fondiamo la nostra forza non sul potere che esercitiamo attraverso i nostri iscritti, ma sul consenso dei dirigenti che rappresentiamo e sulla nostra capacità di porci ed imporci, nell'interesse della categoria, quale possibile baluardo all'attuale strapotere della politica all'interno della pubblica amministrazione, della cui funzionalità ed efficienza i dirigenti,in primis,sono responsabilmente garanti dinnanzi ai cittadini..

Il Coordinatore Generale (Mauro Nesta)


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23 maggio 2012:

Roma (ore 14,30 Sala Nassirya – Senato della Repubblica) , cittadinanzAttiva promuove un INCONTRO SULLA VALUTAZIONE CIVICA DEI TRIBUNALI

 

 

 

 

17 maggio 2012:

LA DISCUSSIONE SULL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA NEL FORUM P.A. 2012

 

 

 

 

 

 

15 maggio 2012:

Ripartire dall'Ufficio per il processo: un progetto per la giustizia a servizio dei cittadini e a presidio della legalità

 

 

 

 

 

30 aprile 2012:

 l'Associazione Dirigenti tra i soggetti accolti come "aderenti collettivi" a CittadinanzAttiva

 

3 aprile2012

Valutazione 2011 richiesta scheda finale - report di gestione

 

2 - 3 marzo 2012:

CONVEGNO IN CASSAZIONE: PRIMO RAPPORTO SULLA GIUSTIZIA CIVILE

 

 

 


L'Associazione Nazionale Dirigenti del Ministero della Giustizia è un'associazione professionale tra i dirigenti amministrativi dell'amministrazione giudiziaria che, negli ultimi anni, si è posta come obiettivo, tra gli altri, il miglioramento della qualità e dell'efficienza del servizio giustizia.