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Associazione Nazionale Dirigenti,Vicedirigenti ed Alte professionalità del Ministero della Giustizia aderente alla Dirstat

LETTERA APERTA AL MINISTRO CASTELLI
ALTA DIRIGENZA: UNA TERZA VIA TRA CONSULENTI E MAGISTRATI

   Leggiamo sul Sole-24 ore del 12 luglio scorso un articolo, titolato “Il processo online segna il passo”, nel quale viene riportata la notizia della mancata registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto di nomina a nuovo Direttore Generale dei sistemi informativi automatizzati di un consulente esterno di S/ scelta.
   Successivamente, la medesima testata pubblica una S/ nota di replica, nella quale Ella evidenzia e rivendica, al di là di ogni rilievo formale, le ragioni di merito della scelta effettuata; in particolare, Ella sottolinea lo stupore per il parere espresso dall’organo di controllo, significando che “si crea così un principio paradossale: un esperto di informatica non va bene; un magistrato, invece, anche se a digiuno di nozioni informatiche, avrebbe il benestare della Corte dei Conti”.
   Prescindendo dai profili giuridici, soprattutto perché riteniamo che il sindacato debba valutare la sostanza dei problemi e proporre le soluzioni intrinsecamente più giuste - anche de iure condendo, ove occorresse -, rileviamo che la questione, nel merito, non sembra esser stata trattata con completezza, atteso che le investiture di alta dirigenza non possono essere affidate alla persona più qualificata per mero titolo accademico / professionale (a quel punto sembrerebbe ovvia la decisione di prescegliere un esperto di ICT), bensì a quella che, per il complesso delle doti personali e di specifico (e cospicuo) background professionale / formativo, appaia più idonea a gestire il vertice di un ufficio strategico e composito, nel quale certamente hanno rilievo essenziale gli aspetti tecnici, ma che pure deve gestire contratti di rilevanza europea (con padronanza della normativa di riferimento), personale statale (con altrettanta conoscenza delle variegate specificità), fondi del bilancio pubblico (e non budget aziendale) e, soprattutto, saper operare nel delicato contesto del mondo e degli uffici giudiziari, cosa veramente assai ardua per chi non vi abbia operato all’interno per almeno qualche lustro.
   Premettendo che nessuno più di questa O.S. intende rivendicare le capacità dei dirigenti statali contro la prassi inveterata di affidamento degli incarichi di alta dirigenza del Ministero della Giustizia ai magistrati, ci duole constatare che in questo confronto, come in altri consimili, restano ancora una volta dimenticate le brillanti professionalità che pure l’Amministrazione già possiede al proprio interno. Basti pensare ai circa 20 dirigenti informatici, tra quelli passati ad altri incarichi e quelli attualmente nelle funzioni, che si sono – con successo – cimentati nel settore, assicurando (sempre per restare alle aree di competenza citate) stipula, realizzazione e buon fine dei contratti di sviluppo e gestione dei sistemi informatici sul territorio, buona conduzione delle risorse umane assegnate, corretto utilizzo dei fondi assegnati, dimostrando - soprattutto - di saper ben operare in un contesto oltremodo complesso e delicato tanto per la materia (tecnica) trattata, per la quale hanno superato apposite selezioni, quanto per la delicata utenza giudiziaria, pure seguita e curata senza mai demeritare. E, allargando il discorso ad altri incarichi di alta dirigenza, tanti altri valorosi dirigenti di provenienza da altri uffici, giudiziari e ministeriali, sarebbero idonei e pronti sin d’ora, per adeguato background e formazione, ad assumerli.
   Nessuno tra i dirigenti disponibili nei ruoli del Ministero era idoneo alla bisogna? Dovremmo presumere sia andata così, altrimenti non si sarebbe fatto ricorso a risorse esterne.
   Il senso di questa lettera, per la verità, travalica la questione specifica dalla quale siamo partiti, certamente complessa e “settoriale” e pertanto richiamata quale premessa e mero spunto di discussione (anche perché la Corte dei Conti avrebbe ricusato la designazione di chiunque non fosse magistrato...), in realtà per anticipare quelle che, forse entro pochi mesi, saranno le scelte (di alta dirigenza) conseguenti al decentramento dell’amministrazione appena varato nell’ambito della Legge delega di riforma dell’ordinamento giudiziario approvata lo scorso 20 luglio.
   Prescindendo, anche stavolta, dalle diatribe Governo/Magistratura sui variegati contenuti della riforma, vorremmo sottolineare che sia l’auspicata distinzione delle funzioni tra magistrato – Capo dell’ufficio e dirigente c.d. amministrativo, sia il decentramento del Ministero, con la creazione dei nuovi uffici territoriali, costituiscono per i dirigenti meritato riconoscimento del proprio ruolo e occasione irripetibile per dimostrare concretamente le proprie qualità.
   Purtroppo, iniziano a circolare voci di corridoio, che auspichiamo false e catastrofiste, secondo le quali ai posti di vertice delle istituende Direzioni territoriali dell’Amministrazione della Giustizia s’intenderebbe preporre prevalentemente magistrati. Tali ipotesi, allo stato frutto di mere congetture, acquistano peraltro una parvenza di credibilità allorquando, come nel caso da cui siamo partiti, i dirigenti di ruolo vengono trascurati nelle scelte dei vertici amministrativi.
  Val bene ricordare che i futuri Direttori territoriali dovranno occuparsi di personale e formazione, risorse strumentali, informatica ed altri settori nel cui management, come ricordato, tanti dirigenti di seconda fascia attualmente già disponibili negli organici dell’Amministrazione sarebbero pienamente idonei, e certamente più rispetto ad altri presunti candidati. In altre Amministrazioni il problema neppure si porrebbe e certamente non verrebbero al riguardo considerati né Magistrati né consulenti esterni.
   E’ doveroso darLe merito che l’attuale Governo ha, per la prima volta, provveduto a nominare alcuni dirigenti generali prescelti nell’ambito dei propri ruoli dirigenziali, e tuttavia per un verso ricordiamo trattasi ancora di rare eccezioni rispetto alle nomine di magistrati e, talvolta, di consulenti esterni, per altro verso registriamo come, ancora una volta, il conflitto tenda a radicalizzarsi tra potere magistratuale e “libere scelte” (nella fattispecie, tuttavia, limitate all’“esterno”) governative, dimenticando i criteri di buona amministrazione, valorizzazione delle risorse, scelte adeguate dei vertici dirigenziali che in altre realtà trovano, invece, il meritato spazio e che dovrebbero costituire corollario delle promesse elettorali di buona gestione, riqualificazione della spesa pubblica, riforma organizzativa dell’amministrazione, ecc..      Purtroppo, crediamo che parlare, specialmente al “grande pubblico”, sempre e solo in termini di conflitto tra poteri sia un modo per eludere i problemi veri, costituiti dalle esigenze di buona amministrazione, che si concretizzano in primis nelle scelte dei vertici.
   Non vorremmo, dunque, doverci ancora una volta rammaricare del dualismo magistrati/consulenti esterni (o meglio, del confronto tra i due poteri, politico e magistratuale) e vorremmo invece, come appare giusto, assistere alla promozione di dirigenti prescelti - sulla scorta di curricula sinceri e significativi - tra i tanti qualificati che già lavorano per l’Amministrazione.
   E’ troppo, signor Ministro, chiederLe assicurazioni in proposito?

Il delegato Andig Dirstat per la dirigenza (Ivano Abbatantuono)

  

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23 maggio 2012:

Roma (ore 14,30 Sala Nassirya – Senato della Repubblica) , cittadinanzAttiva promuove un INCONTRO SULLA VALUTAZIONE CIVICA DEI TRIBUNALI

 

 

 

 

17 maggio 2012:

LA DISCUSSIONE SULL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA NEL FORUM P.A. 2012

 

 

 

 

 

 

15 maggio 2012:

Ripartire dall'Ufficio per il processo: un progetto per la giustizia a servizio dei cittadini e a presidio della legalità

 

 

 

 

 

30 aprile 2012:

 l'Associazione Dirigenti tra i soggetti accolti come "aderenti collettivi" a CittadinanzAttiva

 

3 aprile2012

Valutazione 2011 richiesta scheda finale - report di gestione

 

2 - 3 marzo 2012:

CONVEGNO IN CASSAZIONE: PRIMO RAPPORTO SULLA GIUSTIZIA CIVILE

 

 

 


L'Associazione Dirigenti Giustizia è un'associazione professionale tra i dirigenti amministrativi dell'amministrazione giudiziaria che, negli ultimi anni, si è posta come obiettivo, tra gli altri, il miglioramento della qualità e dell'efficienza del servizio giustizia.