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4
maggio 2007
La CISL, nelle persone di Giorgio Grasso
(CISL Confederale), Eugenio Marra (CISL FP Giudiziario), Vincenzo Di
Carlo (CISL FP area dirigenza), ha incontrato nella giornata odierna
la Commissione Giustizia del Senato per un’audizione informale sul
disegno di legge di riforma dell’ordinamento giudiziario (A.S.
1447).
Nel corso dell’incontro la CISL ha
manifestato forti preoccupazioni in merito alle disposizioni di cui
all’art. 5 del d.d.l. Mastella, recante modifiche al decreto
legislativo n. 240 del 2006.
In particolare, la delegazione della
CISL ha evidenziato la necessità, per migliorare la qualità del
sistema giustizia:
- di puntare sull’innovazione tecnologica e di agire sui processi
di servizio;
- di mirare ad una organizzazione che proceda per obiettivi;
- di accrescere la capacità di pianificazione e di dotarsi di
strumenti di monitoraggio dei flussi giudiziari;
- di sviluppare le risorse umane, quale variabile strategica di
successo.
Per il conseguimento di tali risultati, ha rappresentato la CISL,
occorre valorizzare la funzione manageriale della dirigenza
amministrativa, che costituisce una leva strategica fondamentale nel
processo di cambiamento e di modernizzazione, volto al recupero di
efficienza e di qualità del servizio giustizia.
In tale prospettiva, ha sostenuto la CISL, è essenziale l’apporto di
una dirigenza responsabile, caratterizzata da una forte
professionalità e competenza, alla quale deve essere assicurata la
possibilità di influire concretamente sulle scelte organizzative,
sia pure da attuare in coerenza con gli indirizzi del magistrato
capo dell'ufficio e con il programma annuale delle attività.
Tale intento, ha denunciato la CISL, risulta invece frustato dal
d.d.l. Mastella che (ri)disegna un quadro normativo decisamente
insoddisfacente.
Ed infatti, secondo il nuovo testo di legge, il dirigente vede
svuotati di fatto i propri spazi di autonomia gestionale e viene
privato della possibilità di concorrere effettivamente alla
definizione del programma annuale delle attività dell’ufficio che
non è più un programma coelaborato, frutto di una collaborazione tra
capo dell’ufficio e dirigente, limitandosi quest’ultimo ad esprimere
le proprie valutazioni (i titolari degli uffici giudiziari...
elaborano, acquisite le valutazioni dei magistrati titolari di
funzioni semidirettive e del dirigente amministrativo, un programma
delle attività...).
Tutto ciò, ha sottolineato la CISL, comporta il rischio,
inaccettabile, che il dirigente si trovi investito di responsabilità
senza avere la possibilità di incidere realmente sulle scelte
organizzative e gestionali.
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