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CONTRATTO DI LAVORO
RIPRESA LA TRATTATIVA
Care amiche, cari amici,
il 14 settembre c.a. è stata convocata dall'Aran la prima riunione,
dopo il periodo feriale, sul rinnovo del contratto collettivo della dirigenza statale.
Com'è noto, tale contratto sostituisce quello della vecchia Area 1,
quadriennio 1998-2001, che includeva anche gli enti pubblici non economici e
conseguentemente le materie e le problematiche trattate assumo una grande rilevanza anche
per tale settore.
La predetta riunione ha riassunto essenzialmente lo stato attuale della
trattativa che registra alcune problematiche, sia sulla parte economica sia di natura
giuridica, di seguito sinteticamente riassunte. Mentre si è rinviato alla fine della
prossima settimana il prossimo appuntamento, al fine di predisporre un calendario di
lavoro e riassumere in modo sistematico il lavoro già svolto o ancora da completare.
Biennio economico 2002-2003
La percentuale di incremento delle retribuzioni è pari al 5,66 delle
retribuzioni medie e trova già copertura economica nelle Leggi Finanziarie del 2002 e del
2003. L'Aran inizialmente aveva quantificato i seguenti importi pro-capite per dirigente
proponendo la conseguente ripartizione:
Dirigenza di I fascia
Anni Somma da destinare al tabellare Somma da
destinare al fondo * Totale euro
2002 162,00 166,00 328,00
2003 172,00 255,00 427,00
Incrementi a regime 334,00 421,00
755,00
* Con cui si alimenta la retribuzione di parte variabile e la retribuzione di risultato.
Dirigenza di II fascia
Anni Somma da destinare al tabellare Somma da
destinare al fondo * Totale euro
2002 86,00 30,00 116,00
2003 79,00 72,00 151,00
Incrementi a regime 165,00 102,00
267,00
Riguardo a tali dati va innanzitutto rilevato che la forbice
retributiva fra la I e la II fascia della dirigenza risulta aumentata rispetto ai livelli
retributivi del contratto precedente. Ciò ha indotto tutte le sigle a chiedere all'Aran
un approfondimento su tale dato apparentemente non giustificato.
Inoltre, proprio la nostra Organizzazione sindacale ha poi evidenziato
il fatto che la quota destinata al fondo appare eccessiva rispetto a quella relativa al
tabellare ed alla retribuzione di parte fissa che viene trasferita dal Ministero
dell'economia, per ogni esercizio finanziario, in rapporto ai dirigenti in servizio.
Tenuto, infatti, conto che il fondo retribuisce i dirigenti in servizio
e tale somma non è suscettibile di incremento in caso di nuove assunzioni, salvo un
altamente improbabile finanziamento straordinario da parte del Ministero dell'economia,
eventuali prossime assunzioni eroderanno ulteriormente una quota di incremento
contrattuale che dovrebbe rappresentare il recupero del differenziale tra l'inflazione
reale e quella programmata degli anni considerati.
Biennio economico 2004-2005
Riguardo al biennio 2004-2005, per il quale sono in corso di adozione
successiva le direttive per i vari settori di contrattazione, l'incremento previsto è
pari al 5,01 %.
Ciò che però impedisce di poter trattare subito tale biennio è il
fatto che lo 0,7% di incremento troverà copertura con la prossima Legge Finanziaria 2006
e, pertanto, solo dopo la sua approvazione tale somma sarà esigibile e disponibile per la
trattativa.
Parte giuridica
Molte richieste e problematiche sollevate al tavolo negoziale della
dirigenza hanno già trovato soluzione ovvero una disponibilità a trovare mediazioni da
parte dell'Aran. Si cita ad esempio la parziale modifica delle disposizioni sul sistema di
valutazione con l'accoglimento della proposta sindacale di introdurre il concetto di
autovalutazione del dirigente.
Si è anche risolto il problema della definizione di un congruo termine
minimo dei contratti con l'intervento operato dall'art. 14-sexies, comma 1, del
decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, coordinato con la legge di conversione 17 agosto
2005, n. 168, che - disponendo la modifica dell'art. 19 del decreto legislativo n. 165 del
2001 - ha previsto che l'incarico dirigenziale non possa essere "inferiore a tre anni
ne' eccedere il termine di cinque anni".
Rimangono invece forti distanze su importanti istituti giuridici,
costitutivi della dirigenza statale. La ragione di ciò discende da una diversa concezione
della dirigenza pubblica che emerge nelle posizioni assunte dalle parti negoziali nel
corso della trattativa.
L'Aran, su direttive del Dipartimento della Funzione pubblica, vuole
attrarre la dirigenza nell'orbita della regolamentazione privata del settore (v. i CCNL
della dirigenza del settore dell'industria) - richiedendo in particolare l'abolizione del
principio dell'incarico equivalente (consistente nel diritto del dirigente rimosso senza
suo demerito ad avere un incarico equivalente professionalmente ed economicamente al
precedente) nonché la determinazione del solo risarcimento in caso di licenziamento
illegittimo o illecito, invece che la reintegrazione dell'interessato nella funzione di
cui era titolare (come attualmente stà comminando la giurisprudenza ordinaria). Da ciò,
ovviamente, deriverebbe una sudditanza psicologica, materiale e giuridica, della dirigenza
di I fascia dal vertice politico nonché della II fascia dalla I, ben maggiore di quella
attualmente esistente.
La Cisl Fps avverte, invece, la necessità di mantenere e valorizzare
l'autonomia che la Costituzione attribuisce alla dirigenza pubblica e statale in
particolare, al fine di realizzare i principi di imparzialità e di buon andamento
dell'azione amministrativa previsti dalla stessa.
Ciò si determina, a nostro giudizio, non solo con la valorizzazione
del principio dell'incarico equivalente e della reintegrazione del dirigente ma anche
prevedendo meccanismi di effettivo rispetto del diritti del dirigente all'incarico quali,
ad esempio, la previsione di novazione del medesimo incarico in caso di inerzia prolungata
per alcuni mesi del titolare del potere di nomina, sia pure per il periodo minimo
previsto.
Vi terremo tempestivamente informati sugli sviluppi futuri delle
trattative.
Con cordiali saluti.
IL COORDINATORE GENERALE
(Paolo BONOMO)
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