| 31 luglio 2002
OGGETTO:
Posizioni organizzative dei dirigenti del Ministero della Giustizia.
Al Sig. Capo del Dipartimento dellOrganizzazione
giudiziaria,
del
personale e dei servizi,
dott.
Nicola Cerrato
Al Sig.
Direttore generale dellOrganizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi,
dott.
Carolina Fontecchia
Ministero
della Giustizia
Alle
OO.SS.
R O M A
Abbiamo appreso informalmente il contenuto del provvedimento dattribuzione
dellindennità di posizione ai dirigenti della nostra Amministrazione, che è stato
registrato nei giorni scorsi.
Già con una nostra nota del 29 maggio avevamo puntualizzato
le posizioni dellAssociazione, condivise dalla maggioranza dei colleghi, e avevamo
elaborato delle proposte equilibrate la cui adozione avrebbe consentito allAmministrazione
di apportare un clima di serenità al rapporto con i suoi dirigenti.
Il
risultato dei lavori mostra che non si sono volute prendere in considerazione le proposte
dellAssociazione né quelle delle OO.SS., che pure, in sede di consultazione, ne
avevano fatto molte, concrete e positive. Non sono nemmeno state mantenute le promesse del
Capo Dipartimento e del Direttore Generale che, a Ragusa, avevano garantito miglioramenti
economici per tutti.
Il sistema
ora adottato dallAmministrazione si caratterizza per i seguenti elementi:
-
distribuzione in quattro fasce (contro le tre raccomandate dal
CCNL) con unarticolazione non proporzionata tra le retribuzioni attribuite alle
diverse fasce (evidente sproporzione nella differenza di retribuzione tra la seconda e la
prima fascia);
-
distribuzione incomprensibile delle posizioni organizzative
allinterno delle fasce retributive;
-
retribuzione non corrispondente allimpegno richiesto con
penalizzazione delle posizioni connotate da rilevante responsabilità di natura
gestionale.
A titolo desempio, non si comprende lesclusione
dalla prima fascia di qualsiasi ufficio periferico e linserimento duffici di
dimensioni molto grandi (il Tribunale di Roma con 1374 unità di personale) assieme a
Procure Generali con organico di 40 unità.
Non si è tenuto poi in nessun conto del mutamento
organizzativo derivante dalla riforma del giudice unico di primo grado, per questo molti
dirigenti che speravano in un avanzamento di posizione (a fronte, spesso, di un raddoppio
del personale e dei servizi gestiti) si sono visti invece regredire o affiancare da uffici
che non sono stati toccati dalla riforma.
Non bisogna avere molta fantasia per capire che un
provvedimento così palesemente ingiusto provocherà una generale demotivazione dei
dirigenti, con buona pace di tutti gli obiettivi di miglioramento dellAmministrazione.
E inoltre abbastanza facile prevedere che a breve diventerà difficilissimo per lAmministrazione
ricoprire le posizioni dirigenziali degli uffici più rilevanti, a tutto vantaggio di
quelle che certamente richiedono un minore impegno professionale e per le quali invece è
prevista una pari retribuzione.
Tutto questo ci fa supporre che la scelta dellAmministrazione
non sia stata adeguatamente valutata e che, come già indicato dal Capo Dipartimento a
Ragusa, si voglia procedere ad una rapida revisione del sistema; la necessità di poter
ricoprire in tempi brevi le posizioni dirigenziali può, infatti, aver giustificato ladozione
di un provvedimento che appare evidentemente incongruo, ma sicuramente comporta una
precisa volontà di modificarlo in tempi brevi.
Riteniamo quindi che sia inevitabile una correzione del
provvedimento che tenga conto, almeno, dei seguenti elementi:
-
recuperare unequa e costante proporzionalità della
retribuzione tra le fasce;
-
aumentare il numero delle posizioni della I fascia con linserimento
in essa degli uffici più grandi;
-
rivedere i coefficienti applicati ai parametri di valutazione
degli uffici, applicandoli alla nuova realtà del giudice unico, in modo da inserire allinterno
delle fasce gruppi omogenei duffici.
Al fine di aprire un dialogo tra i colleghi, ma anche per
offrire una collaborazione allAmministrazione, nei prossimi giorni attiveremo, sul
sito www.dirigentiiustizia.it, un forum
sullargomento dove raccoglieremo i giudizi di chi vorrà intervenire (colleghi,
organizzazioni sindacali).
Siamo quindi disponibili per offrire le nostre conoscenze
professionali allAmministrazione, alla ripresa dellattività dopo il periodo
feriale, ad evitare che un inutile ed arido contenzioso con la dirigenza possa rallentare
gli ambiziosi progetti di rinnovamento contenuti nella Direttiva del Ministro per lanno
in corso.
Distinti saluti.
IL PRESIDENTE (Dott.
Massimo Orzella)
|