| Signor Presidente,
linteresse
da Lei dimostrato in questi ultimi giorni nei confronti dei problemi della Giustizia
italiana ci induce a richiamare la Sua attenzione su una questione che da troppo tempo
ormai attende di essere risolta.
Due parole per presentarci:
-
Nuova giustizia è unassociazione
culturale che riunisce il personale amministrativo giudiziario ed è nata a Milano allinizio
degli anni 80; dal 1984 rappresenta lItalia nellambito dellUnione
Europea dei funzionari giudiziari (E.U.R. Europaische Union der Rechtspfleger),
Organizzazione non Governativa con statuto consultivo presso il Consiglio dEuropa;
-
l "Associazione
Nazionale Dirigenti del Ministero della Giustizia" è stata fondata nel 1997 come
associazione professionale dei dirigenti amministrativi del ministero della Giustizia con lo scopo di promuovere le attività di
carattere professionale e le iniziative di coordinamento
degli stessi volte ad accrescerne il ruolo professionale nell'ambito della
Pubblica Amministrazione, nonché le attività culturali e sociali; scopo dell'
Associazione è anche quello di promuovere l' aggiornamento professionale dei soci, sia
con incontri periodici che con strumenti di informazione.
Entrambe le associazioni hanno come scopo
statutario quello della promozione culturale e organizzativa dellapparato
amministrativo giudiziario, al fine di assicurare al cittadino un servizio adeguato almeno
agli standard europei.
Tra le nostre attività hanno avuto sempre
particolare rilievo quella rivolta alla formazione del personale (anche attraverso
contatti con le strutture didattiche dei nostri colleghi europei) e quella di
sensibilizzazione degli altri operatori del diritto verso i problemi legati allorganizzazione
interna dei singoli uffici giudiziari e ad un migliore utilizzo delle risorse disponibili.
Riteniamo infatti che gli interventi tesi ad un aumento del numero dei magistrati, a nuove
assunzioni nelle cancellerie, e ad una massiccia informatizzazione del settore non saranno
sufficienti a salvare la Giustizia italiana
dalla palude in cui sta
affondando
senza che Governo, Parlamento e magistrati riescano a trovare lantidoto
(così si è espresso Giovanni Biancone in un editoriale apparso sul Corriere della Sera
del 19 scorso).
A nostro parere solo il riconoscimento del
nostro ruolo allinterno di ogni struttura giudiziaria e quindi un effettivo e
consapevole investimento sulle risorse umane esistenti, può portare alla svolta
necessaria per ridare credibilità ad uno dei pilastri essenziali di ogni società civile.
In questa direzione si muove il D.L.
3215/S, attualmente in discussione presso la Commissione Giustizia del Senato (relatore
Russo fissato il termine del 22/11 per presentare emendamenti), che contiene tre
principi fondamentali per completare il quadro delle riforme che ha investito negli ultimi
due anni il nostro settore:
1. definizione
del rapporto tra magistrato capo dellufficio e dirigente amministrativo;
2. decentramento
dei servizi ministeriali a livello distrettuale;
3. istituzione
della Scuola di formazione per il personale amministrativo giudiziario.
Ci permettiamo pertanto di rivolgerci a Lei
affinché con il Suo autorevole intervento sproni il Parlamento ad approvare prima della
fine della legislatura tale Disegno di Legge, impedendo così che la mancanza di un solo
tassello vanifichi lattuazione di una globale riforma dellamministrazione
giudiziaria.
Non volendo abusare oltre della Sua cortese
attenzione, Le segnaliamo che ulteriori notizie sulle nostre attività possono essere
reperite sui siti internet www.nuovagiustizia.org
e www.dirigentigiustizia.it.
Restando a Sua disposizione per ogni
chiarimento e ringraziandoLa sin dora per il Suo interessamento, Le porgiamo i
nostri più distinti saluti. |