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Trieste, 17 ottobre 2006
Al Signor Capo Dipartimento
dell’Organizzazione Giudiziaria
del personale e dei servizi
Dott. Claudio Castelli
- R o m a –
OGGETTO: Decreto Legislativo n° 240/2006. Competenze dei dirigenti
amministrativi
L’imminente entrata in efficacia delle disposizioni individuanti le
competenze dei magistrati capi e dei dirigenti amministrativi propone al
nostro Dipartimento un grande sforzo di governo della transizione e di
armonizzazione dei nuovi assetti. Uno sforzo cui –come dirigenti
amministrativi- intendiamo concorrere anche attraverso le modalità
considerate nel recente incontro del 10 ottobre.
Ritengo tuttavia doveroso segnalarle con particolare sottolineatura una
preliminare questione interpretativa che –sebbene da noi ritenuta di
pacifica soluzione- costituisce un punto sensibile e di grande
rilevanza.
Il D. Lvo 240, nel disciplinare le competenze dei magistrati capi e dei
dirigenti amministrativi, ci appare scontato non possa includere in
questa seconda denominazione le figure funzionariali ed impiegatizie
che, negli Uffici di minore rilevanza, sono poste a capo delle
cancellerie e segreterie.
Dirigenti amministrativi sono, nella nostra organizzazione,
esclusivamente i dirigenti di seconda fascia della dirigenza dello
Stato.
Militano in favore di questa –perfino ovvia- soluzione sia ragioni di
corretta individuazione tecnico-giuridica delle figure prese in
considerazione che robusti profili di opportunità gestionale.
Il pieno riconoscimento di competenze dirigenziali (gestione delle
risorse, esercizio dei poteri disciplinari ecc.) soltanto nei dirigenti
amministrativi trova infatti riscontro e contrappeso negli istituti
della valutazione, della temporaneità dell’incarico, della
responsabilità in ragione dei risultati. Non sono ipotizzabili poteri
senza responsabilità, così come responsabilità senza poteri.
Del resto risulterebbe assai singolare che la nostra Organizzazione,
dopo essere stata tra le più riluttanti a riconoscere prerogative
dirigenziali ai dirigenti, ne estendesse i confini fino a comprendere
funzionari o addirittura impiegati.
Come dirigenti, confermandole la disponibilità già espressale, non ci
sottraiamo al comune impegno nel determinare e gestire anche soluzioni
organizzative innovative che possano meglio corrispondere alle esigenze
dettate dai nuovi assetti, ma riteniamo questo punto davvero cruciale.
il presidente
- Renato Romano-
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