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   COMUNICATO STAMPA

Associazione Allievi SSPA – AGDP - Associazione Dirigenti Giustizia –
ClubdirigentiPA

Roma, 6 dicembre 2005


I dirigenti pubblici condannano con fermezza l’ennesimo episodio di
umiliazione della dirigenza e di uso di risorse pubbliche per scopi
clientelari.
L’emendamento alla ddl finanziaria che la maggioranza di Governo si
appresta a presentare e approvare rappresenta l’ennesimo attacco alla
disciplina della dirigenza pubblica, attraverso norme particolari che
ledono gravemente i principi costituzionali di imparzialità
dell’amministrazione, di accesso per concorso e di copertura finanziaria
delle leggi.
La previsione riguarda l’inserimento nei ruoli dirigenziali dei vari
Ministeri, anche in soprannumero, sia dei capi segretari e dei segretari
particolari (circa 200 persone) di Ministri e Sottosegretari di Stato, sia
degli esterni alle P.A. che temporaneamente svolgono incarichi
dirigenziali (secondo la Corte dei conti, ad aprile 2004 erano 54 i
direttori generali rientranti in questa categoria, mentre non si hanno
dati disponibili sui dirigenti esterni di seconda fascia).
Le due disposizioni riguarderebbero alcune centinaia di persone nominate
senza concorso che, in assenza di una reale valutazione di
professionalità, si vedranno collocate a tempo indeterminato nei ruoli
dirigenziali, con il relativo trattamento economico. Mentre, quindi, si
richiedono riduzioni di spesa alle amministrazioni centrali e locali, e
sacrifici a famiglie ed imprese, si introduce un onere ingiustificato di
diversi milioni di Euro l’anno, destinato a gravare permanentemente sul
bilancio pubblico.
Si tratta solo dell’ultimo episodio, in ordine di tempo, che mira ad
asservire l’Amministrazione alle pulsioni clientelari, invece che porla al
servizio dei reali bisogni dei cittadini, ed a svilire la professionalità
dei dirigenti di carriera, vincitori di una selezione pubblica secondo
criteri di competenza e di merito. La lista è oramai lunga: la cessazione
automatica degli incarichi in corso senza valutazione dei risultati;
l’ampliamento delle quote per gli incarichi esterni (giunta al 20%
dell’organico); la smisurata estensione degli uffici di staff dei
Ministri, a scapito delle posizioni dirigenziali di carriera; le
assunzioni senza concorso di dirigenti alla Presidenza del Consiglio; la
riduzione “mirata” da 5 a 3 anni del periodo minimo per il passaggio di
qualifica alla prima fascia dirigenziale.
Si invitano i parlamentari sia di maggioranza che di opposizione a non
avallare con il proprio voto il provvedimento in questione e si auspica un
autorevole intervento dei massimi organi di garanzia affinché prevengano
l’approvazione di norme così palesemente incostituzionali.


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L'Associazione Dirigenti Giustizia è un'associazione professionale tra i dirigenti amministrativi dell'amministrazione giudiziaria che, negli ultimi anni, si è posta come obiettivo, tra gli altri, il miglioramento della qualità e dell'efficienza del servizio giustizia.