| Bergamo, 23 novembre 2001
IL PROCESSO CIVILE
TELEMATICO
Il Tribunale di Bergamo Foro
Pilota
Convegno organizzato
dall'Ordine degli Avvocati e
dall'Associazione Giovani
Avvocati di Bergamo
Relazione di Daniela Intravaia
Dirigente Coordinam. Interdistrettuale
Sistemi
Informativi Automatizzati di Milano
Ministero della Giustizia
IL
RUOLO DELLE STRUTTURE DI
COORDINAMENTO
TERRITORIALE
1. L'ORGANIZZAZIONE PER
L'INFORMATICA SUL TERRITORIO
La struttura del
Ministero della Giustizia per l'Informatica
ha subito di recente una trasformazione, quanto all'inquadramento nellassetto
ministeriale, a seguito della attuazione della riforma delle Amministrazioni centrali
dello Stato (decreto legislativo n. 300/99) e dei decreti successivamente emanati (in
particolare, D.P.R. 6/3/2001 n. 55, Regolamento di organizzazione del Ministero della
Giustizia).
Essa è ora
collocata nell'ambito del Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, con dignità di
Direzione Generale e piena autonomia tecnica di
gestione di bilancio, ed anzi, a causa della trasversalità dei propri compiti, gode di
una particolare posizione rispetto alle altre Direzioni, in quanto deve essere
necessariamente consultata da una apposita conferenza dei Capi di Dipartimento, convocata
dal Ministro, quanto alla delibera di indirizzi che coinvolgano scelte in materia di information technology riguardanti gli uffici
ministeriali o giudiziari (art. 6 D.M. 55/2001).
Altra sua
peculiarità consiste nell'essere articolata in una struttura centrale (la Direzione Generale dei Sistemi Informativi
Automatizzati D.G. S.I.A. -) ed in strutture decentrate
sul territorio, con competenza mono- o inter-distrettuale, i C.I.S.I.A., Coordinamenti Interdistrettuali per i
S.I.A.
Il
Coordinamento di Milano ha competenza sui Distretti di Corte d'Appello di Milano e di
Brescia, pertanto, su sedici circondari, per un totale di n. 125 Uffici giudiziari
(inclusi i Giudici di Pace), distribuiti su n. 107 edifici.
Il
Coordinamento, in una continua interazione con la Direzione Generale, ha competenza in
materia di:
-
individuazione delle esigenze
informatiche degli Uffici e pianificazione delle risorse economiche e strumentali
necessarie;
-
progetti a livello locale;
-
diffusione dei progetti nazionali;
-
acquisizione di beni e servizi
informatici;
-
gestione del personale;
-
indirizzo e coordinamento del personale
tecnico-informatico;
-
assistenza sistemistica agli Uffici;
-
pareri di congruità tecnico-economica;
-
rapporti con i magistrati referenti
distrettuali, i Capi e i dirigenti amministrativi degli Uffici;
-
attività di funzionario delegato;
-
gestione delle risorse strumentali.
Il
C.I.S.I.A. di Milano, così come gli altri sette Coordinamenti
coperti da dirigente (a breve diventeranno undici), non ha un organico di personale
proprio, bensì soltanto distaccato o applicato, sia nell'area tecnica, sia in quella
amministrativo-contabile.
Il
C.I.S.I.A. non è l'unico soggetto ad occuparsi di informatica sul territorio.
Un ruolo
fondamentale è esercitato dai Magistrati referenti
distrettuali per l'informatica, designati dal Consiglio Superiore della Magistratura,
a seguito di valutazione dei titoli presentati dagli aspiranti, dai quali emergano
esperienze già maturate, motivazione e interesse ad impegnarsi nellarea delle
tecnologie.
I Magistrati
referenti esprimono un parere obbligatorio in occasione di acquisti informatici (di
prodotti hardware e software) richiesti dagli Uffici, operano in
sinergia con il C.I.S.I.A. nella rilevazione dei fabbisogni locali di HW, ma soprattutto
fungono da elemento di raccordo tra la giurisdizione e l'amministrazione, quanto alle
scelte per il territorio in materia informatica e alla affermazione di una cultura interna
orientata alla massima diffusione ed utilizzo dei s.i.a..
I Magistrati
referenti di Milano e di Brescia, insieme al C.I.S.I.A. di Milano, hanno dato altresì un
forte impulso alla individuazione da parte di tutti gli Uffici giudiziari lombardi di un
proprio Magistrato di riferimento per l'informatica
e di un Funzionario (o altro operatore
giudiziario), referente amministrativo per l'informatica, al fine di creare una rete
efficace di collegamento, sia verso la giurisdizione sia verso l'amministrazione.
Di recente,
infine, l'U.R.S.I.A. ha potuto assegnare, presso quasi tutti i circondari di competenza
del CISIA di Milano, un Amministratore di sistema,
figura tecnica (ricoperta da Esperti Informatici di qualifica B3), addetta principalmente
a compiti di collaborazione con gli Uffici, per assicurare la "conduzione operativa
del sistema informativo".
Nellottica
del processo telematico, gli Amministratori di sistema, nel loro operare a diretto
contatto con il territorio interessato dalle prossime sperimentazioni, assumeranno un
ruolo molto rilevante, potendo costituire elementi di trasmissione e di collegamento tra
la struttura informatica - dalla quale saranno costantemente supportati -, il Tribunale e
gli Avvocati.
Vi sono poi
i fornitori di prodotti (hardware e software) e di servizi (assistenza sistemistica,
cioè di primo livello, o specialistica, per particolari tipi di applicativi), vale a dire
le società esterne, alle quali
l'Amministrazione abbia esternalizzato determinati servizi informatici.
In tale
quadro, assume particolare rilevanza, anche per limpegno realizzativo ed economico richiesto allAmministrazione, il
recente contratto di assistenza sistemistica unificata per tutta la Lombardia, siglato
alla fine dello scorso mese di agosto dal C.I.S.I.A. di Milano con un Raggruppamento
Temporaneo dImprese, scelto allesito di accurata valutazione e dopo avere
acquisito il parere dellA.I.P.A.
Il nuovo
assetto dellassistenza di primo livello consente allAmministrazione di avere
ununica interfaccia per i problemi di primo intervento sugli applicativi in uso agli
Uffici e sulle macchine sulle quali gli stessi sono installati, nonché di puntare alla
erogazione di servizi di qualità agli Uffici giudiziari ed ai Magistrati e al Personale
che ad essi appartengono.
2. GLI ATTORI DEL PROCESSO
TELEMATICO
Il processo
telematico ha caratteristiche peculiari, rispetto alla maggior parte dei progetti
U.R.S.I.A., poiché essenzialmente comporta una modifica delle normali interazioni tra i
soggetti del processo civile - tribunale, avvocati, strutture di supporto - , consentendo
di abbreviare i tempi di alcune operazioni, ma soprattutto obbligando ciascuno degli
attori in gioco ad un approccio diverso alle varie attività.
Tale
specificità ne fa un progetto di vera e propria reingegnerizzazione
delle fasi implicate invio di atti al tribunale, consultazione di registri e di
fascicoli, richiesta di copie, ricezione di comunicazioni e di copie dallufficio
giudiziario -.
Ponendo
ciascun dominio a disposizione degli altri domini nell'ambito della RUPA, nonché
vincolando all'utilizzo di formati standard che
permettano la condivisione dei soli dati rilevanti ai fini istituzionali, si perviene ad
una riprogettazione completa delle "mansioni", dei ruoli, delle diverse unità
operative
(abolizione dell'ufficio copie, dell'ufficio redazione sentenze, etc.; in una prospettiva
di medio periodo, trasmissione per via telematica delle notifiche). La conseguenza sarà
quella di un recupero di risorse e di una razionalizzazione, al pari (se non in misura
maggiore) di quanto realizzato mediante l'unificazione degli Uffici giudiziari di primo
grado.
Tuttavia,
affinché ciò si realizzi in concreto, sarà fondamentale il ruolo giocato da tutti gli attori coinvolti nel processo innovativo:
-
magistrati
-
avvocati
-
personale delle cancellerie
-
funzionari che ne sono responsabili
-
referenti degli Uffici per
linformatica (magistrati e amministrativi)
-
dirigenti degli Uffici giudiziari
(magistrati e amministrativi)
-
Ordine degli Avvocati
-
strutture informatiche interne
all'Amministrazione - U.R.S.I.A., C.I.S.I.A., Amministratori di Sistema -
-
società specializzate nella produzione
e installazione dei sistemi informativi automatizzati.
Essenziale
risulterà, in proposito, la cooperazione interno/esterno all'Amministrazione, con
l'attivazione di indispensabili sinergie (in parte anche istituzionalmente già previste,
in parte da promuovere -ad esempio, gruppi di lavoro a composizione mista di magistrati,
avvocati, personale amministrativo, tecnici-), per monitorare i risultati raggiunti e per
mettere a fattore comune le diverse culture, con l'effetto indiretto di contribuire a
fondare altresì una cultura organizzativo/giudiziaria condivisa tra le diverse
componenti.
Sul punto,
converrà partire da esperienze già vissute in altri ambiti territoriali - prima
sperimentazione bolognese -, che sono state seguite da esperti analisti di organizzazione
e da consulenti di alto profilo.
E
indispensabile che il processo attuativo in questione sia seguito da un gruppo responsabile di progetto, costituito
localmente, del quale dovrebbero fare parte permanentemente tutte le componenti essenziali
coinvolte (le altre, potranno essere chiamate a partecipare alloccorrenza):
-
magistrati
-
avvocati
-
personale amministrativo
-
tecnici C.I.S.I.A.
Detto gruppo
dovrebbe contribuire a garantire una visione dinsieme dei problemi di gestione
e di sviluppo del sistema nel suo complesso
diventare nei fatti titolare e
responsabile della implementazione di tutti i progetti di sviluppo e innovazione previsti
allinterno del tribunale e/o provenienti dal Ministero della Giustizia.
Il gruppo
è, in buona sostanza, un consulente interno, ma deve potere avere una visibilità ed una legittimazione alla diagnosi e alla proposta,
soprattutto nei confronti del vertice del Tribunale, sia sul fronte giurisdizionale, sia
su quello amministrativo.
La riorganizzazione che, nel medio periodo, dovrebbe seguire alla
definitiva entrata a regime del processo telematico, con il recupero di risorse umane al
quale si è accennato, non potrà essere una semplice operazione di sottrazione e
somma (sottraggo una risorsa dallufficio copie e la integro in altra unità
organizzativa più bisognosa). Dovrà piuttosto consistere in una operazione
globale di revisione degli assetti delle cancellerie, alla luce del livello complessivo di
informatizzazione raggiunto e delle nuove interazioni utente/fornitore delineatesi.
A questo si
collega la necessità che tutti gli attori organizzativi a livello locale comprendano
il valore aggiunto che può derivare al loro lavoro da una corretta
informatizzazione e le interdipendenze che necessariamente devono essere gestite per
utilizzare al meglio le potenzialità delle tecnologie.
Diversamente, questa innovazione verrà vissuta come un nuovo ed ulteriore diktat burocratico al quale adeguarsi in qualche
modo e le diverse risorse coinvolte in questo processo (hardware, software,
formazione, analisti di organizzazione, informatici, etc.) verranno sottoutilizzate.
Il risultato ? Se fosse lecito giocare, in un simile
contesto, si vorrebbe rispondere la cultura
del risultato, che dipende da un presidio gestionale di tutte le risorse e di
tutte le variabili che, realmente, obbliga i responsabili degli Uffici ad una svolta
fondamentale.
3. IL GOVERNO DEI PROCESSI
Lo strumento
per garantirsi un risultato qualitativamente soddisfacente è nel governo costante e
continuo dei processi, nella riorganizzazione e gestione dei saperi (knowledge management) che si andranno accumulando
nei vari operatori coinvolti, accompagnando
"l'avvio del processo telematico con una buona dose di formazione interna e
sensibilizzazione esterna all'utilizzo delle nuove tecnologie".
E'
indispensabile, affrontando situazioni di passaggio da un modello organizzativo ad uno
diverso, una continua attività di coaching (da coach= allenatore) da parte dei responsabili delle
strutture giudiziarie, che si riverberi, a cascata, su tutti i ruoli di personale
coinvolto, dalla dirigenza al funzionariato e da questi ai livelli di front line o front
office (coloro che sono addetti al rapporto diretto con l'utenza).
In
particolare, le funzioni di "sportello" cambieranno: riducendosi, nella
prospettiva di medio/lungo periodo, per essere sostituite in gran parte da una relazione
di natura telematica, limitando al minimo gli spostamenti fisici dell'utenza esterna verso
le cancellerie.
E'
ipotizzabile che si debba modificare, nel tempo, il contenuto della consulenza fornita a
quegli utenti che comunque alle cancellerie continueranno a rivolgersi, anche in relazione
alla nuova architettura di gestione telematica di alcune attività processuali.
Sarà
necessario saper dare indicazioni anche di natura tecnica, su come accedere ai servizi
telematici.
Tutto ciò
richiederà la presenza di almeno alcuni "utenti esperti" in informatica
appartenenti agli Uffici, fattore che evidenzia ulteriormente la necessità di un intenso
processo formativo/addestrativo, a supporto dei processi di innovazione tecnologica.
Per
apprezzare i risultati dei processi di informatizzazione, nonché per tradurli in processi
di miglioramento continuo, occorre altresì individuare indicatori validi per effettuare
monitoraggio e diagnosi (anche autodiagnosi, da parte degli stessi attori) da ripetere
periodicamente, attività per le quali l'informatica viene in ausilio anche come strumento
di misurazione qualitativa e quantitativa delle prestazioni.
A risultati
apprezzabili non si potrà pervenire operando secondo una logica episodica, non sistemica,
legata ad interventi locali estemporanei (qualche dubbio appare giustificato, a proposito
dell'annunciata esperienza fiorentina di realizzazione di uno standard che avrebbe le caratteristiche di
"processo telematico"): l'Amministrazione deve poter presidiare la scelta delle
architetture, dei sistemi di sicurezza, nonché la loro gestione, non tanto per affezione
ad un criterio centralistico certamente superato, quanto perché occorre governare,
rendere omogenei e presidiare costantemente i processi organizzativi sul territorio, fosse
anche solo per un'equilibrata e egualitaria distribuzione delle risorse, ma soprattutto
perché i sistemi locali hanno momenti di comunicazione fra di loro e con il centro (ad
esempio, nella raccolta e nel raffronto dei dati statistici).
4. IL RUOLO DELLE STRUTTURE
PERIFERICHE NELLA FASE DI AVVIO DEL PROCESSO TELEMATICO
Per
lattuazione del processo telematico nelle sedi pilota, in termini di project management, vale a dire di gestione dello
sviluppo di progetto avendo riguardo alle singole
fasi di esso, il C.I.S.I.A. deve svolgere i compiti tipici di ogni attività progettuale,
ricercando, tuttavia, un approccio che permetta anche alla struttura ministeriale
periferica di apportare valore aggiunto al processo di innovazione
tecnologico/organizzativa legata alla realizzazione del processo civile telematico.
Essersi
soffermati sugli attori è stato frutto di una scelta precisa, per evidenziare come dai
fabbisogni di questi discendano una serie di specifici impegni per il C.I.S.I.A.,
particolarmente in alcuni momenti cruciali del processo di innovazione.
Solitamente,
un progetto di introduzione di un nuovo sistema informativo automatizzato si sviluppa in
una sequenza di attività, che vengono elencate di seguito, in sintesi:
-
rilevazione del fabbisogno e
pianificazione generale dellintervento (quando non centralizzata);
-
studio di fattibilità;
-
valutazione di congruità
tecnico-economica delle offerte presentate dalle ditte;
-
contrattualizzazione di tutte le
attività delegate al territorio dalla Direzione Generale e di quelle eventualmente resesi
necessarie, per particolari criticità locali (ad es., acquisizione ulteriore di macchine;
previsione di livelli particolarmente penetranti di assistenza allavvio, in presenza
di pregresse gestioni inadeguate delle basi di dati - per una manutenzione accurata delle
stesse -);
-
á rilevazione della dotazione di hardware e software
degli uffici interessati dal progetto, con aggiornamento costante; verifica e mantenimento
della costante massima efficienza delle parti core
(elementi cruciali) dellarchitettura tecnica del sistema;
-
á supporto e coordinamento alla
attività di addestramento e informazione agli utenti, con verifica
dellefficacia degli interventi, della avvenuta distribuzione di documentazione
adeguata;
-
á supporto e consulenza ai
referenti dei gruppi di utenti; qui, la tematica del ricorso alla rete dei referenti
informatici degli Uffici diviene fondamentale, per un indispensabile incanalamento delle
richieste; eventuale allestimento di strumenti informatici per la raccolta ed analisi
delle richieste più frequenti (F.A.Q., Frequently
Asked Questions);
-
á rinforzo dellassistenza
sistemistica ordinaria, accanto alla indispensabile assistenza specialistica per il primo
periodo di utilizzo degli applicativi, e presidio dellattività di trasmissione
delle conoscenze (passaggio di know how) dagli
specialisti degli applicativi alle società che prestano assistenza sul territorio;
-
á fasi di test e collaudo:
oltre al formale momento di verifica del sistema, costante monitoraggio del funzionamento
ottimale degli applicativi, fino alla entrata a regime del sistema;
predisposizione di adeguati piani di test, che coprano tutte le funzionalità cruciali dei
sistemi, con coinvolgimento degli utenti finali nei momenti valutativi.
Con
riferimento a tutti gli aspetti evidenziati, può affermarsi che risulterà essenziale la
collaborazione che forniranno gli Amministratori di Sistema del C.I.S.I.A., operanti sul
territorio.
Il
decentramento di tecnici presso gli Uffici, soprattutto in occasione di sviluppo di
progetti di rilievo, permette di garantire una costante rilevazione dei fabbisogni di
qualsiasi natura in area informatica presso le sedi critiche, nonchè di avere
un primo livello di supporto e consulenza.
Trattandosi,
tuttavia, di figure che devono vedersi attribuito un grado di responsabilità
corrispondente ai profili ministeriali, gli A.d.S. devono essere a loro volta supportati
da un gruppo di riferimento, che presso il CISIA di Milano è già adeguatamente forte,
strutturato e formato sulla materia in questione: il gruppo
Area Civile Amministrativa.
Le
problematiche più complesse potranno essere affrontate dallA.d.S. insieme al
gruppo, eventualmente chiamando a partecipare gli attori di volta in volta interessati,
con particolare riferimento ai Referenti di Ufficio per lInformatica, che, essendo
costantemente inseriti nel contesto organizzativo, saranno maggiormente a conoscenza dei
problemi di fondo esistenti.
Gli
Avvocati, che sceglieranno autonomamente, come è logico, le formule di autorganizzazione
preferite, rispetto a come interfacciarsi e cooperare con le altre componenti, se
attraverso rappresentanze individuali o in forma di gruppo di lavoro, potranno svolgere un
ruolo essenziale partecipando alle fasi di progetto che li coinvolgono.
Concretamente,
la fase pilota, comportando la necessità di duplicare le attività,
svolgendole sia in forma tradizionale sia secondo i nuovi schemi telematici,
obbliga ad un certo aggravio. E, daltro canto, ineludibile un periodo di
sperimentazione, prima di potere abbandonare le forme cartacee con ampio
margine di sicurezza, rispetto alle transazioni e alla fedeltà dei contenuti dei
documenti. Certamente, pur dovendo dotarsi di proprie architetture tecnologiche (sia pure
minime a livello individuale, un poco più complesse a livello di Ordine degli avvocati) e
di strutture di assistenza tecnica, troveranno sempre nel C.I.S.I.A. una piena
disponibilità ad offrire la consulenza eventualmente necessaria.
Gli
avvocati, daltro canto, potranno mettere a disposizione il proprio bagaglio di
saperi giuridici e organizzativi (dellimpresa studio legale), per
contribuire a ricercare le formule migliori di ristrutturazione dei servizi che saranno
interessati dal progetto.
In quanto
utenti specializzati e destinatari finali dei benefici attesi dalla introduzione del
processo telematico, al pari dei cittadini degli interessi dei quali si tratta nelle
cause, gli avvocati saranno i protagonisti della individuazione dei nodi critici, dei
punti di miglioramento da suggerire, dei possibili strumenti di monitoraggio da adottare
(indicando, ad esempio, quali possano essere, a loro avviso, i fattori più significativi,
gli indicatori di successo o insuccesso delle operazioni, sui quali soffermarsi nelle
analisi di risultato).
In tale
ottica, saranno interlocutori indispensabili per il C.I.S.I.A. durante tutta la fase di
avvio ed anche oltre.
Un ruolo
determinante dovranno poter svolgere il Capo dellUfficio e il Dirigente
amministrativo, dovendo trovare nel C.I.S.I.A. un ufficio di consulenza
permanente, per essere supportati nelle diverse attività che loro più direttamente
possono competere: promuovere la partecipazione dei magistrati e del personale alle
previste attività formative; studiare, anche con il gruppo responsabile di progetto, le
soluzioni organizzative migliori per ottimizzare il reimpiego delle risorse; cooperare
alla individuazione degli indicatori di qualità e di successo delliniziativa.
Sullo stesso
versante dovranno trovarsi coinvolti i Magistrati Referenti Distrettuali per
lInformatica, che avranno certamente una forte interazione con i loro Colleghi sul
territorio (in particolare, con i referenti dufficio per linformatica e con i
presidenti di sezione), nella fase di formazione e avvio allutilizzo degli
applicativi, con specifico riguardo al sistema Polis (applicativo per la redazione e la
massimazione immediata delle sentenze e la messa a disposizione di queste presso un
apposito sito WEB). Occorre, infatti, una forte e diffusa adesione agli obiettivi di
progetto, ad evitare un aprioristico rifiuto dellinnovazione, legato a qualche
difficoltà individuale di adattamento allutilizzo di un nuovo applicativo.
Quanto alla
fase di test, nel caso del processo telematico, sarà indispensabile coinvolgere il gruppo
dei responsabili di progetto, perché il collaudo possa costituire una operazione di verifica sostanziale dellefficienza del sistema e
della sua qualità, oltre a rispettare quanto normativamente previsto, in materia di
controllo contabile, di adempimento contrattuale (eventualmente, applicando le clausole penali previste), nonché di
osservanza delle specifiche tecniche U.R.S.I.A.
La presente iniziativa, rispetto a quanto sopra esposto, diviene
un importante momento fondativo di prima informazione e di scambio fra soggetti che, come
si è anticipato, si troveranno in prosieguo ad operare ancora insieme sul
campo e che opportunamente dovrebbero programmare ulteriori momenti congiunti, anche
strutturati, per mettere a punto, mano a mano che si conosceranno gli ulteriori elementi
essenziali della realizzazione del processo telematico, le sequenze di azioni necessarie,
e quelle di contorno, finalizzate a rafforzare le sinergie.
Occorre non
trascurare il fattore umano, cioè il fatto che progetti, anche ben pensati e ben scritti,
senza la cooperazione e lapporto dei soggetti coinvolti, con le loro capacità competenze e volontà individuali, non
possono avere successo e non possono diventare momenti di crescita per i singoli e per le
organizzazioni alle quali questi partecipano (learning
organization, organizzazione che apprende).
La portata
del cambiamento connesso alla realizzazione del processo telematico è molto ampia, ma non
potrà esplicare tutti i suoi effetti, se non si attiveranno quelle sinergie delle quali
si è fatto cenno, fra tutti gli attori coinvolti, poiché tutti sono indispensabili protagonisti.
In ciò
sembra consistere la maggiore responsabilità dei Coordinamenti territoriali decentrati,
vale a dire nel sapersi fare promotori di una comunicazione efficace - fornendo nel
contempo la consulenza tecnico-organizzativa necessaria - tra tutti gli operatori
coinvolti, in una attività che assume una forte valenza culturale, più che in qualsiasi
altra precedente vicenda progettuale fin qui
condotta dall'Amministrazione.
Daniela Intravaia
Dirigente C.I.S.I.A. Milano
daniela.intravaia@giustizia.it
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