| NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA SCHEDA DI VALUTAZIONE
PER LANNO 2002
Presentare oggi a codesta Commissione di valutazione questa scheda,
negoziata assieme al Capo dellUfficio, rappresenta un fatto di assoluta novità che
pone la base del cammino per giungere finalmente ad una precisa e corretta valutazione
della efficienza, imparzialità e buon andamento dellAmministrazione della
Giustizia. Ben volentieri quindi accetto la sfida della valutazione ma non posso far a
meno di evidenziare a codesta Commissione alcune sfasature della metodologia adottata che
rischiano di portare ad errate conclusioni ovvero a risultati aberranti.
Innanzitutto, devo evidenziare che questo prodotto nasce monco in
quanto non sono stato portato a conoscenza degli obiettivi e delle politiche che
discendono dal Ministro e dai Direttori generali. Ben sei pagine della nota metodologica
sono loro dedicate ed ai meccanismi volti a farli giungere sino ai Dirigenti degli Uffici
Giudiziari. Si legge a pag. 10 Le tre direzioni generali e le altre strutture di primo
livello hanno il compito di svolgere questa fase di formalizzazione delle politiche,
assegnando ai dirigenti gli obiettivi coerenti con le politiche del Ministro. Le politiche
rappresentano pertanto la rotta da seguire, i risultati da ottenere, il riferimento al
quale attenersi per compiere le scelte tecniche. (
) I dirigenti trovano nella
direzione per politiche un indispensabile supporto operativo. Ed ancora: Una volta
che le Direzioni Generali e le altre strutture di primo livello hanno portato a termine il
processo di formalizzazione delle politiche, esse devono essere sviluppate in programmi e
progetti coerenti che siano coerenti con le politiche stesse. (
) Il ruolo della
Commissione in questo passaggio fondamentale è quello di garantire che ci sia coerenza
tra la direttiva del Ministro, le politiche formalizzate dai Direttori Generali e gli
obiettivi specifici identificati per i dirigenti.
Linformazione a cascata ben illustrata nei passaggi sopraindicati
è madida di affermazioni, presupposti, corollari. Vè innanzitutto
lillustrazione di un sistema gerarchico che pare stridere con le disposizioni di
legge: aver parificato il Magistrato Capo dellUfficio al Dirigente Generale
significa affermare che il dirigente amministrativo dellUfficio Giudiziario non
dipende gerarchicamente dal direttore Generale (come il suo collega
dellAmministrazione Penitenziaria), bensì dal Magistrato Capo dellUfficio.
Corollario di ciò è che, se così fosse, occorrerebbe una valutazione pure per il
Magistrato Capo dellUfficio che attualmente non è prevista. E tuttavia
indiscusso che tra Dirigente Amministrativo e Capo dellUfficio esista un rapporto di
dipendenza funzionale. La conseguenza di ciò, pertanto, è aver inserito nel meccanismo
di perseguimento degli obiettivi formato dalla cascata gerarchica un elemento estraneo
che, di fatto, non è, allo stato, valutato e valutabile e, pertanto, potrebbe pure
inserire nel meccanismo forze contrarie al perseguimento degli obiettivi.
Il non aver, questanno, promosso linformazione a cascata,
fa sì che gli obiettivi oggi negoziati nella scheda allegata potrebbero essere secondari,
ininfluenti o, addirittura, contrari, alla politica perseguita dal Ministro.
Un ulteriore aspetto riguarda lindividuazione dei clienti esterni
ed interni allAmministrazione. Questi sono stati individuati, rispettivamente,
nellordine degli avvocati e negli uffici "a valle". Gli avvocati non
possono essere considerati clienti esterni: essi sono portatori di interessi spesso in
contrasto con le politiche e gli obiettivi di un Ufficio Giudiziario; si deve quindi
desumere che gli unici clienti esterni siano i cittadini, e pertanto solo a loro dovrebbe
spettare un giudizio. Riguardo poi i clienti interni ritengo che questi non possano che
essere i Magistrati addetti allUfficio e per essi il vertice istituzionale: solo
loro possono dare un giudizio globale sulla funzionalità o meno della macchina
amministrativa così impostata dal Dirigente. Lufficio "a valle" vede una
minima parte dellorganizzazione dellUfficio "a monte": se la Corte
dAppello può dare una valutazione sul flusso di fascicoli penali e civili che
riceve dal Tribunale, essa è comunque alloscuro sulla funzionalità degli altri
numerosissimi servizi che fanno capo ad un Tribunale. Nemmeno il personale può
considerarsi cliente interno e, inoltre, non è certo che ciò che esso vuole sia in linea
con i programmi dellamministrazione.
Un altro aspetto riguarda la valutazione dellefficienza e del
controllo di gestione che la commissione prevede nella vision di questa scheda.
Più volte nella nota metodologica vengo in luce le capacità manageriali, di
programmare, di gestire le risorse (pag. 4), il livello di attuazione del controllo
di gestione, i costi (pag. 28), cosi come i medesimi concetti vengono ribaditi nella
relazione riassuntiva parlando di corretta ed economica gestione delle risorse (pag.
1), rafforzamento delle capacità manageriali (pag. 2). Queste filosofie gestionali
ben sadattano ad un manager privato cui vengono assegnati, allinizio
anno, risorse umane, budget, ed obiettivi da perseguire, ma ben diverso è il
quadro in cui si muove il Dirigente di un Ufficio Giudiziario, vincolato nei suoi progetti
da lacci e lacciuoli previsti da norme spesso anacronistiche, che rendono quanto mai
incerta ed imprevedibile la loro realizzazione; per poi tacere della gestione delle
risorse umane, lasciata allassoluta ed inappellabile, oltre che inaspettata
"discrezionalità" dellamministrazione centrale; non trascurando infine
laspetto della gestione delle risorse materiali, in special modo delle spese, per le
quali spesso solo a metà anno il dirigente viene a conoscenza del budget.
Un ultimo particolare infine riguarda linserimento della
meritocrazia nei rapporti con il personale. Il concetto, presentato a pagina 3 della nota
metodologica, viene più volte ribadito: si parla di sistema premiante (pag. 3), di
valutazione dei collaboratori, selezione, differenziazione, riconoscimento del merito
individuale (pag. 25), di indice dassenteismo (pag. 30), di colloquio
di valutazione con i collaboratori (pag. 25). Questa impostazione collide, spesso
frontalmente, con lattuale sistema di gestione del personale, volto
allappiattimento, allesclusione del merito, alla marcata sindacalizzazione del
sistema, ma, soprattutto, alla mancanza di leve e strumenti in mano ai Dirigenti per
promuovere questo cambiamento. Lindice di assenteismo può avere le più svariate
interpretazioni: ma che strumento ha il dirigente per prevenirlo? Forse piegarsi al volere
dellassenteista?
Con queste osservazioni, pertanto, accetto la sfida della valutazione,
nella speranza che la Commissione, la quale dichiara di fornire il proprio supporto ai
dirigenti nellaffinare i sistemi di programmazione, gestione e controllo vorrà
tener conto, nella valutazione di questa scheda delle osservazione sopra esplicitate. |