| 12 dicembre 2001
Al Ministro della Giustizia
Sen. Roberto Castelli
e p.c.
Al Sig. Capo di
Gabinetto
Al Sig. Capo dellIspettorato
generale
Al Sig. Capo del Dipartimento degli
affari di giustizia
Al Sig. Capo del Dipartimento dellOrganizzazione
giudiziaria, del personale e dei servizi
Ministero
della Giustizia
Alle
OO.SS.
ROMA
Signor
Ministro,
è
pervenuta in questi giorni a tutti i dirigenti dellAmministrazione, ai Capi degli
Uffici Giudiziari e agli altri Capi in indirizzo, la nota prot. 87/2001 del 28/11/01 della
Commissione per la valutazione dei dirigenti, con in allegato una Relazione riassuntiva e
una Nota metodologica.
Ci permettiamo in
proposito di ricordarLe che già alla fine dello scorso mese di ottobre avevamo chiesto di
essere ricevuti da Lei per esporLe le idee e le proposte delle nostre Associazioni al fine
di rendere lamministrazione giudiziaria più efficiente, al solo scopo di rendere un
servizio migliore alla società civile. In quella nostra richiesta di incontro avevamo
sottolineato come, a nostro parere, il primo passo da compiere per realizzare questo
obiettivo dovrebbe essere quello della valorizzazione e del coinvolgimento di tutto il
personale. Ora invece, leggendo la nota sopra richiamata, apprendiamo che la Commissione
per la valutazione dei dirigenti, con una tempestività sorprendente, intenderebbe avviare
anche negli Uffici giudiziari, per lanno 2002, la sperimentazione della metodologia
da essa elaborata. Tutto ciò senza tener in alcun conto la situazione reale della nostra
Amministrazione.
Abbiamo la sensazione che la
tempestività nell'attuazione della metodologia di valutazione dei dirigenti non coincida
con altre fasi, pur indispensabili, della gestione del personale: in primo luogo i
dirigenti. Una tempestività che, messa insieme alla mancanza di altre urgenti risposte
che attendiamo dallAmministrazione, potrebbe rendere sempre più difficile il
dialogo con una categoria professionale determinante per qualunque processo di riforma.
Ribadiamo infatti che, prima di procedere oltre sulla strada della modernizzazione, è
necessario assicurare innanzitutto la chiarezza dei ruoli allinterno degli Uffici
giudiziari e della struttura ministeriale. Ciò è possibile fare, ad esempio, dando
immediata attuazione a quanto stabilito nellaccordo La Greca del gennaio 1997 tra
magistrati e Organizzazioni sindacali, accordo che contiene i principi che debbono
disciplinare i rapporti tra i magistrati capi degli uffici giudiziari e i dirigenti dei
rispettivi uffici di cancelleria.
Tale richiesta è dettata dalla
necessità oggettiva e dal legittimo desiderio dei dirigenti e dei funzionari preposti
agli Uffici di cancelleria di poter operare con delle certezze, sia rispetto al proprio
livello di responsabilità, sia rispetto ai soggetti ai quali debbono rendere conto dei
risultati delle proprie scelte gestionali.
I documenti redatti dalla Commissione
per la valutazione dei dirigenti sono infatti ineccepibili da un punto di vista formale,
se rapportati ad una struttura aziendale di natura privata nella quale i ruoli, le risorse
e gli obiettivi sono univoci ed orientati al business; sono invece
assolutamente inapplicabili nel contesto complesso e differenziato degli Uffici
giudiziari, nei quali non è assolutamente scontato, da parte dei magistrati che ricoprono
gli incarichi direttivi, la consapevolezza e il rispetto sia delle indicazioni politiche
del Ministro che di quelle organizzative del Capo Dipartimento.
E necessario pertanto che i
dirigenti amministrativi abbiano come unico punto di riferimento gerarchico e strutturale
il proprio Capo Dipartimento, al quale rispondere del proprio operato; è infatti il Capo
Dipartimento che definisce le risorse di cui ogni dirigente dispone per la realizzazione
dellobiettivo che abbiamo in comune con i magistrati: rendere giustizia. In tale
contesto il Magistrato Capo dellUfficio dovrebbe solo esprimere un parere, quale
cliente, sia pure privilegiato, dellattività della cancelleria.
Deve inoltre tenersi conto del fatto
che la maggior parte di noi dirigenti, con la sola eccezione di quelli di recente
nomina o trasferimento, siamo senza contratto; delle funzioni che avrebbero dovuto
esserci attribuite in base ai contenuti del DDL 3215/S, sulla cui approvazione ci erano
state fatte grandi promesse durante la scorsa legislatura, nessuno ormai parla più; le
nostre retribuzioni di posizione sono
ancorate ancora a parametri che non tengono conto della reale consistenza degli Uffici;
siamo in attesa del nuovo contratto integrativo di amministrazione. Tutti questi elementi
dimostrano la disattenzione del Ministero per noi dirigenti.
Rinviando a un momento successivo
l'analisi del merito della metodologia, ci sembra necessario quindi segnalarLe che nessun
sistema di valutazione potrà essere applicato se prima, o contemporaneamente, non si
stabiliscono, nellambito di un corretto rapporto contrattuale, gli obiettivi, le
risorse e le responsabilità conseguenti ad un loro eventuale non adeguato utilizzo.
Gli strumenti (risorse umane,
economiche, competenze) debbono essere attribuiti a chi deve essere valutato; non si
possono valutare i dirigenti se poi la titolarità delle scelte non è dei dirigenti e,
soprattutto, se non vengono contemporaneamente definiti gli obiettivi, le responsabilità
e il conseguente sistema di valutazione dei Capi degli Uffici.
Sia ben chiaro: noi non vogliamo
sottrarci alla valutazione del nostro operato. Noi pretendiamo semplicemente di essere
valutati per quello di cui effettivamente possiamo rispondere. Per questo è
indispensabile che le riforme dellamministrazione rispondano a un progetto
complessivo ed organico e non siano soltanto larido prodotto di qualche burocrate
isolato.
A questo proposito riteniamo che le
funzioni di gestione degli Uffici giudiziari tra Magistrato capo dell'ufficio e dirigente
amministrativo possano essere disciplinate anche con un semplice atto amministrativo:
infatti l'accordo La Greca nulla innova sulla titolarità complessiva
dell'Ufficio giudiziario quale sede di esercizio dellattività giurisdizionale e
nessuna legge in vigore riserva al magistrato particolari competenze amministrative
gestionali.
Grati della Sua attenzione, rinnoviamo
la richiesta di una Sua cortese e urgente convocazione, per darci modo di illustrarLe
meglio le nostre proposte.
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