up.jpg
Associazione Dirigenti Giustizia
Untitled Document



Statuto
Consiglio direttivo
Notizie
Manuali
Circolari
Convegni
Documenti
Assemblee Associazione
Inaugurazione anno giudiziario
News sindacali
Elenco dirigenti
Information technology
Modelli utili
Supporto valutazione
RISPOSTE A QUESITO

Egroups
Premio Donato Baio

 




Ministero Giustizia
E.U.R. (Unione europea dei funzionari giudiziari)
ClubDirigenti PA
AllieviSSPA
Associazione Giovani Dirigenti Pubblici
Associazione dirigenti interno
CNIPA
Diritto.it  
Lavoro pubblico            
Lexpoint
Organismo Unitario Avvocatura
Osservatorio tributario
National Association for Court Management
Nuova Giustizia            
Fondazione Promo P.A. - Movimento Civil Servant
Forum PA
Federal Court Clerck's Association

 



ADIGE-Associazione Dirigenti Pubblici
ANDIGEL - Associazione nazionale Direttori generali Enti locali
CISL Giustizia
CGIL
CIDA UNADIS
CONFSAL
DIRSTAT
FLP
UGL
UIL
ALTRI LINK




DOCUMENTO PER L'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO 2004

     I dirigenti associati ritengono che il problema dell'organizzazione giudiziaria debba essere affrontato in ottica europea e con una visione finalmente sistemica.
L'inefficienza del nostro sistema è ancora più evidente nel confronto con altri Paesi, nei quali la risposta giudiziaria appare soddisfacente ai cittadini ed agli operatori, per tempi e qualità dei servizi.
     È opportuno, pertanto, studiare i modelli organizzativi di tali Paesi e progettare nuovi assetti organizzativi, specialmente per la giustizia civile.
     Nella presente fase, si avverte nel decisore politico la mancanza di una visione coerente e orientata al miglioramento della situazione attuale, che sola permetterebbe di individuare:
-    un nuovo disegno organizzativo dei servizi, in rapporto alla progressiva informatizzazione degli stessi;
-    figure professionali adeguate, rispetto ai bisogni attuali;
-    modalità serie di riqualificazione del personale, che consentano di rispondere a tali bisogni, gratificando il personale che possieda requisiti culturali e professionali meritevoli di riconoscimento.
    In tal modo, si darebbe una risposta anche alla magistratura, l'"utente interno", che pure lamenta di non avere adeguato sostegno.
    Esiste un modello europeo di "funzionario giudiziario" (il Greffier o Rechtspfleger), riconosciuto dal Consiglio d'Europa, quale possibile strumento, se introdotto negli ordinamenti, di deflazione del carico giurisdizionale, in piena armonia con la raccomandazione (R)86/12, che suggerisce agli Stati aderenti di ricercare misure per contenere le procedure da assegnare ai magistrati.
     Ad avviso dei dirigenti associati, la risposta italiana deve essere originale e modulata sulle regole dell'ordinamento, ma in una prospettiva evoluta.
Occorre puntare verso la istituzione di un duplice binario di professionalità da sviluppare (indicato dallo Statuto Europeo del Greffier):
1.    un nuovo tipo di funzionario al quale attribuire funzioni paragiurisdizionali, nella misura e con le competenze che dovrebbero essere definite in accordo con tutte le componenti del sistema giustizia (Ministero, Magistratura, Avvocatura, rappresentanze del personale amministrativo, inclusa la dirigenza), nonché con la consulenza del mondo accademico; a tale figura potrebbero essere affidati compiti nel campo delle ingiunzioni di pagamento (sul modello del Manbescheid dei Paesi di lingua tedesca), della volontaria giurisdizione, dell'esecuzione penale e civile, comunque, in ambiti dai quali sia escluso il contenzioso;
2.    il dirigente dell'area organizzativa degli uffici (il court manager dei Paesi europei), con competenze e responsabilità gestionali distinte da quelle del magistrato dirigente dell'Ufficio giudiziario.
In tale quadro, le cancellerie dovrebbero evolvere verso l'ufficio per il processo, cioè verso la creazione di un gruppo di lavoro nel quale siano presenti le nuove professionalità riconosciute necessarie, ponendole in grado, con adeguata formazione, di lavorare in squadra per:
-    gestire le interazioni con le parti e con il pubblico;
-    organizzare le udienze (sul modello del case manager anglosassone);
-    preparare la documentazione, anche dottrinale e teorica, per la decisione;
-    trattare informaticamente i dati;
-    negli uffici di medie dimensioni, disporre di figure capaci di interdisciplinarietà in tali aree.

     Quanto alla direzione degli Uffici, anche nell'attuale assetto normativo, i dirigenti amministrativi ritengono indispensabile che il capo dell'ufficio agisca in ottica cooperativa con le altre figure professionali, inclusa l'area amministrativa, che deve garantire corretta implementazione ed estrazione dei dati gestionali dell'ufficio, necessari per la formazione delle tabelle, come per l'adozione di scelte che incidano sull'organizzazione delle sezioni (in attuazione dell'art. 47 quater ord. giud.).

    Restano sul campo le varie questioni ancora irrisolte e che anche i dirigenti amministrativi vorrebbero vedere affrontate, tra queste, a livello macro-organizzativo, la revisione delle circoscrizioni, come misura per recuperare e reimpiegare risorse.
    Deve essere individuato un punto di equilibrio tra costi delle strutture ed esigenza di visibilità delle strutture giudiziarie - cioè necessità di garantire l'agevole accesso alla giustizia da parte dei cittadini e la presenza dello Stato in aree socio-economiche difficili -.
    Occorre verificare i costi di esercizio delle strutture troppo esigue, in rapporto a quanto producano, ed avere il coraggio di eliminare gli Uffici che vivono più del lavoro di "automantenimento" - ufficio del personale, economato, dirigenza, segreteria - che di servizio giudiziario per il pubblico - lavoro delle cancellerie per il processo, certificazioni, etc. -.

    Si richiama, altresì, la questione della circolazione delle "buone pratiche".
Vi sono, già oggi, situazioni di buon funzionamento dei servizi giudiziari, in alcune aree territoriali o in singole strutture, delle quali vi è scarsa conoscenza, perchè non esistono luoghi e soggetti preposti alla raccolta e diffusione di tali informazioni.
Qualcosa si apprende nei pochi momenti formativi, o nei convegni, ma si tratta di scambi informali e sporadici.

    Infine, ancora irrisolta, la questione della valutazione dei dirigenti: in una visione sistemica, integrata, dell'organizzazione, quale quella auspicata dai dirigenti associati, la valutazione costituirebbe un naturale momento di evidenza dei risultati conseguiti, visti in relazione alle risorse disponibili nella singola struttura giudiziaria, nonché in rapporto al carico a questa assegnata.
Soltanto a fronte di una attribuzione di competenze definite e autonome è ragionevole che i dirigenti siano chiamati a rispondere, anche in modo rigoroso, ove fosse necessario, del proprio operato.
    Attualmente, i dirigenti amministrativi riescono ad esercitare una propria attività direzionale in limitate ipotesi, nelle quali singoli dirigenti magistrati delegano ampie sfere di gestione.
    E' evidente quale recupero di risorse si realizzerebbe, incidendo anche su tale aspetto con un riparto adeguato di attribuzioni, che tenga conto delle nuove professionalità che i dirigenti amministrativi si sono appropriate in questi anni e che permetta di liberare nuove e diverse energie sul piano della giurisdizione.

    Nella totale assenza di interventi che si pongano nell'ottica di risolvere almeno una delle questioni sopra descritte, è superfluo sottolineare come i dirigenti amministrativi continuino ad impegnarsi e cerchino di svolgere un proprio incisivo ruolo per il miglioramento dei servizi, avendo ben chiaro che ciò sia indispensabile per rispondere ai fruitori finali, i cittadini, i quali meritano di trovare al più presto un servizio giustizia tempestivo ed efficace, in linea con i migliori standard europei.


Untitled Document

 

 

 

24 gennaio 2012:

DIFFICOLTA’ TECNICHE E TEMPI RISTRETTI PER L’INSERIMENTO DELLE SCHEDE OBIETTIVI 2012:

L’ASSOCIAZIONE SCRIVE AL PRESIDENTE GIORGIANNI

 

 

 

 

12 gennaio 2012:

CONVEGNO A NAPOLI SULL'UFFICIO PER IL PROCESSO

 

 

 

 

 

23 dicembre 2011:

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero il posto di DG del personale resosi vacante il 28 novembre 2011 con l’assegnazione ad altro incarico del Dr. Piscitello

 

 

 

 

19 dicembre 2011:

CONCORSO A 40 POSTI:L’ASSOCIAZIONE CHIEDE LA PUBBLICAZIONE DEI NOMINATIVI DEGLI AMMESSI SUL SITO DEL MINISTERO

17 dicembre 2011:

CONCORSO A 40 POSTI: SONO PASSATI 4 ANNI, MA QUASI CI SIAMO !

 

 

27 novembre 2011

CONSULENZA DELL'ASSOCIAZIONE AI CANDIDATI AL CONCORSO A 40 POSTI DI DIRIGENTE

 

 

 


L'Associazione Dirigenti Giustizia è un'associazione professionale tra i dirigenti amministrativi dell'amministrazione giudiziaria che, negli ultimi anni, si è posta come obiettivo, tra gli altri, il miglioramento della qualità e dell'efficienza del servizio giustizia.