up.jpg
Associazione Dirigenti Giustizia
Untitled Document



Statuto
Consiglio direttivo
Notizie
Manuali
Circolari
Convegni
Documenti
Assemblee Associazione
Inaugurazione anno giudiziario
News sindacali
Elenco dirigenti
Information technology
Modelli utili
Supporto valutazione
RISPOSTE A QUESITO

Egroups
Premio Donato Baio

 




Ministero Giustizia
E.U.R. (Unione europea dei funzionari giudiziari)
ClubDirigenti PA
AllieviSSPA
Associazione Giovani Dirigenti Pubblici
Associazione dirigenti interno
CNIPA
Diritto.it  
Lavoro pubblico            
Lexpoint
Organismo Unitario Avvocatura
Osservatorio tributario
National Association for Court Management
Nuova Giustizia            
Fondazione Promo P.A. - Movimento Civil Servant
Forum PA
Federal Court Clerck's Association

 



ADIGE-Associazione Dirigenti Pubblici
ANDIGEL - Associazione nazionale Direttori generali Enti locali
CISL Giustizia
CGIL
CIDA UNADIS
CONFSAL
DIRSTAT
FLP
UGL
UIL
ALTRI LINK


 
 

Gennaio 2001

L'Associazione Nazionale dei Dirigenti del Ministero della Giustizia è un'associazione professionale che mira alla costruzione di un modello, inteso come insieme di competenze e attribuzioni, di dirigente giudiziario caratterizzato da alta professionalità e orientato all'innovazione e al servizio. Coopera con l'Associazione Nuova Giustizia, altra associazione del personale amministrativo e, da un certo tempo a questa parte, anche con l'Associazione Nazionale Magistrati ed i suoi gruppi, per il raggiungimento di obiettivi comuni, in buona sostanza per la realizzazione di un sistema giudiziario efficiente, efficace, capace di erogare servizi di qualità al cittadino e di dare risposta tempestiva alla domanda di giustizia.

Anche quest'anno, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, noi dirigenti e funzionari amministrativi della giustizia vorremmo dare una lettura propositiva della realtà giudiziaria e delle esigenze di rinnovamento e di miglioramento del servizio giustizia.

Gli operatori e in particolare la dirigenza pubblica sono al centro della generalizzata protesta contro la scarsa qualità dei servizi al cittadino. Esiste una forte pressione dei media, che interpretano una reale esigenza degli utenti di non essere più trattati come sudditi e di trovare risposte adeguate alla propria domanda di servizi di qualità. Quanto al mondo giudiziario, tutti lamentano il disagio dei tempi inaccettabilmente lunghi dei processi, tempi che provocano frequenti condanne nei confronti dello Stato italiano da parte della Corte di Giustizia europea.

Le riforme procedurali che da cinquant'anni a questa parte si sono susseguite incessantemente non sono riuscite a rendere più efficiente la macchina della giustizia italiana. Anzi, forse, i problemi si sono sempre più aggravati, perché il sistema non è stato in grado di adeguarsi alle crescenti esigenze di una società in continua evoluzione.

Molti dirigenti amministrativi avvertono la necessità di superare la logica burocratica, in direzione di una visione sistemica, che tenga conto di tutte le variabili organizzative e delle loro reciproche relazioni e che sia caratterizzata dalla programmazione e dalla finalizzazione ad obiettivi specifici. D'altro canto, è avvertita dalla dirigenza amministrativa la consapevolezza dell'insufficienza degli strumenti a propria disposizione per poter esplicare un ruolo efficace in direzione del cambiamento.

In ambito giudiziario non è, pertanto, rinviabile ulteriormente l’adeguamento dell'azione amministrativa alle esigenze di costruzione di un sistema di servizi più efficace ed efficiente e la conseguente responsabilizzazione dei vertici amministrativi.

L'attribuzione di un ruolo effettivo alla dirigenza amministrativa è resa oggi indispensabile, tra l'altro, dalla prossima attivazione della commissione di valutazione dei dirigenti, istituita con decreto ministeriale n. 279/98: in particolare, i dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari risponderanno di una gestione sulla quale, allo stato, spesso non avranno giocato alcun ruolo. Ciò vale quantomeno in tutte le situazioni nelle quali non si è potuta realizzare alcuna ripartizione di competenze né sinergia efficace tra il Capo dell'Ufficio e il dirigente amministrativo.

Ma allora perché non formalizzare un'organizzazione nella quale i dirigenti (magistrati e amministrativi) siano scelti per le loro capacità, siano responsabilizzati con incarichi precisi e dotati di idonei strumenti, siano infine valutati per ciò che hanno fatto? Solo in questo modo qualunque pubblica amministrazione può pensare di migliorare il proprio servizio al cittadino. Non bastano le riforme procedurali, non basta l'innovazione tecnologica, per la quale la nostra amministrazione ha speso e spende moltissimo, per far funzionare meglio le cose. E' necessario che si individuino chiaramente i compiti e le responsabilità di ciascuno, che si eliminino le rivalità e le interferenze tra i ruoli, che ciascuno abbia attribuzioni chiare e definite.

L'Amministrazione deve adeguarsi ai principi di riordino della pubblica amministrazione, al decreto legislativo 300/99, a tutte le richieste di miglioramento e di efficienza che vengono dai cittadini, dalle imprese, dalla comunità internazionale. Lo strumento più immediato è proprio l'attivazione dei meccanismi di responsabilizzazione della dirigenza amministrativa verso il raggiungimento di specifici risultati.

Al medesimo approdo, tra l'altro, conducono la riforma del Ministero, quella sul decentramento e il nuovo sistema dei controlli interni, previsto dal decreto 286/99 sul riordino degli strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, rendimenti e risultati dell’attività svolta dalle Amministrazioni pubbliche.

Rispetto al ruolo da assegnare alla dirigenza amministrativa, appare maggiormente efficace un’azione delle associazioni professionali e culturali dei dirigenti intesa a ricercare un dialogo e a costruire proposte, a creare luoghi comuni per la crescita professionale e il rafforzamento del ruolo (progetti operativi e formazione congiunta dirigenti + capi degli uffici), per lo sviluppo di quella cultura organizzativa alla quale si faceva riferimento, piuttosto che ad assumere atteggiamenti di rivendicazione o di contrapposizione. Il nostro punto di vista è che, nel frattempo, tutti debbano lavorare in tale ottica, senza aspettare che arrivi dall’alto o dall’esterno una soluzione miracolosa (normativa, regolamentare, organizzativa ?).

Un atteggiamento attendista non è produttivo. E’ necessario che i dirigenti siano attivi e propositivi e facciano circolare le informazioni sulle iniziative più innovative. Ognuno nell’ambito delle proprie competenze professionali (i ministeriali, coloro che dirigono uffici giudiziari, gli informatici, i formatori, etc.) può farsi parte attiva, lanciare iniziative, proporre progetti, coinvolgere il personale su obiettivi specifici; si uscirà così da una situazione di stallo che non soddisfa gli operatori, né i vertici, ma soprattutto i cittadini che attendono la soluzione dei propri problemi giudiziari.

Nel contempo, attendiamo al più presto un contributo da parte dei vertici ministeriali e dell'organo di autogoverno della magistratura, sia sulla questione del riparto delle competenze tra capo dell'ufficio e dirigente amministrativo sia sulle richieste di formazione congiunta, ma anche su sperimentazioni nuove, che possono consistere, ad esempio, nell'attivazione di processi di confronto delle migliori pratiche (benchmarking), per fare emergere le situazioni di eccellenza, mettendo a confronto le singole prassi operative sul territorio e favorendo una sorta di positiva competitività interna al mondo giudiziario.

L'alternativa è il rischio di vedere disperso un bagaglio di conoscenze e di valori, con progressive uscite dei dirigenti amministrativi dall'amministrazione della giustizia, verso posizioni di maggiore responsabilità in altre Amministrazioni, individuate attraverso il c.d. ruolo unico dei dirigenti pubblici, gestito dal Dicastero della Funzione Pubblica.

In generale, i dirigenti amministrativi sono animati da spirito di collaborazione, per essere al fianco della magistratura nella realizzazione del comune obiettivo di rendere effettiva la tutela dei diritti e concreta l'affermazione del principio di legalità e per fare in modo che il nostro sistema giudiziario non sia evocato soltanto quale modello negativo per i ritardi nelle pronunce giurisdizionali.

  Untitled Document

 

 

 

24 gennaio 2012:

DIFFICOLTA’ TECNICHE E TEMPI RISTRETTI PER L’INSERIMENTO DELLE SCHEDE OBIETTIVI 2012:

L’ASSOCIAZIONE SCRIVE AL PRESIDENTE GIORGIANNI

 

 

 

 

12 gennaio 2012:

CONVEGNO A NAPOLI SULL'UFFICIO PER IL PROCESSO

 

 

 

 

 

23 dicembre 2011:

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero il posto di DG del personale resosi vacante il 28 novembre 2011 con l’assegnazione ad altro incarico del Dr. Piscitello

 

 

 

 

19 dicembre 2011:

CONCORSO A 40 POSTI:L’ASSOCIAZIONE CHIEDE LA PUBBLICAZIONE DEI NOMINATIVI DEGLI AMMESSI SUL SITO DEL MINISTERO

17 dicembre 2011:

CONCORSO A 40 POSTI: SONO PASSATI 4 ANNI, MA QUASI CI SIAMO !

 

 

27 novembre 2011

CONSULENZA DELL'ASSOCIAZIONE AI CANDIDATI AL CONCORSO A 40 POSTI DI DIRIGENTE

 

 

 


L'Associazione Dirigenti Giustizia è un'associazione professionale tra i dirigenti amministrativi dell'amministrazione giudiziaria che, negli ultimi anni, si è posta come obiettivo, tra gli altri, il miglioramento della qualità e dell'efficienza del servizio giustizia.