ANNO GIUDIZIARIO 2001
INAUGURAZIONE PRESSO LA CORTE DAPPELO DI FIRENZE
RELAZIONE
DEL DIRIGENTE AMMINISTRATIVO DELLA PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA DI FIRENZE
Letta
in aula il 13 gennaio 2001
Signor Presidente
, Signori Magistrati , Autorità , Signori ,
con nota n.
S.F./1499 dell 11 dicembre 2000 , indirizzata ai dirigenti amministrativi del
Ministero della Giustizia , il Direttore generale dellOrganizzazione giudiziaria
Franco Ippolito , magistrato, comunica che
la direzione generale è impegnata
in unincisiva attività di riorganizzazione volta a dare all Amministrazione
giudiziaria un assetto funzionale e coerente con le importanti riforme, che stanno
radicalmente modificando la pubblica amministrazione , orientandola maggiormente verso il
cittadino utente.
Tra gli aspetti maggiormente innovativi di
tale processo prosegue la nota ministeriale - , che investe sia gli uffici
giudiziari che lamministrazione centrale, risalta un sempre più rilevante ruolo
della dirigenza amministrativa , che sarà chiamata a governare, con piena assunzione di responsabilità, realtà
organizzative la cui complessità richiede elevate competenze professionali e un
corrispondente riconoscimento di autonomia
gestionale .
Il giorno
18 dicembre appena decorso, il Direttore generale incontra in Roma
i dirigenti
amministrativi dellamministrazione giudiziaria per partecipare ad un seminario sulle
prospettive di riorganizzazione del servizio giustizia .
Il giorno
19 appare sul Sole 24 ore un articolo di
Donatella Stasio in cui , riassumendo il convegno , si citano tra virgolette le parole del
Direttore generale che afferma che è tempo di
superare il monopolio organizzativo dei
magistrati .. e che è anche
ora che i dirigenti degli uffici giudiziari acquisiscano
la cultura, lattitudine, le tecniche di gestione
delle risorse : cioè la capacità manageriale
.
Il ministero
guarda , prosegue larticolo, ad un sistema di dirigenza in cui convivano
armonicamente dirigenti magistrati e dirigenti amministrativi .
Per ragioni
giuridico-costituzionali lufficio giudiziario non può essere sdoppiato, per cui
deve avere un unico titolare :
ma
ciò non impedisce insiste Ippolito una corretta ripartizione dei compiti
secondo responsabilità appropriate ai rispettivi ruoli..
.
Pertanto , al
dirigente amministrativo spetterebbe la ..diretta
responsabilità della gestione dei beni, dei servizi e del personale .. .
Al capo dellufficio
, invece , spetterebbero .. poteri di
direttiva e di controllo sullorganizzazione e il funzionamento dei servizi, nonché
poteri di inibizione motivata di singoli atti di gestione che possano compromettere la
giurisdizione .. .
Condivido ,
auspico e sollecito lavverarsi di tali
prospettive , che
.mirano alla
trasformazione e responsabilizzazione dei
dirigenti da garanti di regole e procedure in capaci
gestori di risorse disponibili per conseguire risultati, cioè managers
. .
Sono un
componente dellAssociazione Nazionale dei Dirigenti del Ministero della Giustizia .
LAssociazione
mira alla costruzione di un modello di
dirigente giudiziario , inteso come
insieme di competenze e attribuzioni , caratterizzato da alta professionalità e orientato
allinnovazione e al servizio.
LAssociazione
mira alla realizzazione di un sistema giudiziario efficiente, efficace, capace di erogare servizi di qualità al cittadino e di dare
risposta tempestiva alla domanda di giustizia.
Molti dirigenti amministrativi avvertono la
necessità di superare la logica burocratica in direzione di una visione che tenga conto di tutte le variabili
organizzative e delle loro reciproche relazioni, e che sia caratterizzata dalla programmazione e dalla finalizzazione ad obiettivi specifici.
Daltro
canto , è avvertita dalla dirigenza amministrativa la consapevolezza dellinsufficienza
degli strumenti a propria disposizione per poter esplicare un ruolo efficace in direzione
del cambiamento.
In ambito giudiziario non è , peraltro ,
rinviabile ulteriormente ladeguamento dellazione
amministrativa alle esigenze di costruzione di un sistema di servizi più avanzato
, e la conseguente responsabilizzazione
dei vertici amministrativi.
Lattribuzione
di un ruolo effettivo alla dirigenza amministrativa è resa oggi indispensabile, tra
laltro, dalla prossima attivazione della Commissione
di valutazione dei dirigenti , istituita con decreto ministeriale 8 giugno 1998 n.
279 , attinente a una verifica dei risultati e
della responsabilità dei dirigenti del Ministero della Giustizia , presieduta dal Pres. Scardaccione .
In questa
fase i dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari ,
privi , per la gran parte , del contratto individuale di lavoro previsto per
legge , risponderanno di una gestione sulla quale , allo stato , spesso non avranno
giocato alcun ruolo.
Ciò vale ,
quantomeno, in tutte le situazioni nelle quali non si è potuta realizzare alcuna
ripartizione di competenze , né sinergia efficace , tra il Capo dellUfficio e il
dirigente amministrativo.
Occorre
formalizzare unorganizzazione nella quale i dirigenti magistrati e
amministrativi siano responsabilizzati con incarichi precisi e dotati di idonei
strumenti, e siano , infine , valutati per ciò che hanno fatto .
E
necessario che si individuino chiaramente i compiti e le responsabilità di ciascuno; che
ciascuno abbia attribuzioni chiare e definite.
LAmministrazione
giudiziaria deve adeguarsi ai principi di riordino della pubblica amministrazione , e
cioè :
- al
decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300 di riforma
dellorganizzazione del Governo , che prevede, tra laltro, allarticolo
19 , la riduzione a 50 del numero complessivo di magistrati destinati al ministero , con
la conseguente necessità, a breve, di copertura delle posizioni dirigenziali lasciate
vacanti da coloro che risulteranno in soprannumero (circa 60).
Lo
strumento più immediato è proprio lattivazione dei meccanismi di
responsabilizzazione della dirigenza amministrativa verso il raggiungimento di specifici
risultati.
Al medesimo
approdo conducono :
- lapprovazione
del disegno di legge Atto Senato 3215 di delega
al Governo per il decentramento dei servizi della Giustizia e per il nuovo ordinamento del
Ministero della Giustizia con la istituzione di Uffici distrettuali dellamministrazione
giudiziaria, al vertice dei quali è prevista lassegnazione di dirigenti
amministrativi ;
- il nuovo
sistema dei controlli interni previsto dal decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 286 sul monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e
dei risultati dellattività svolta dalle amministrazioni pubbliche , che si pone in direzione di una
realizzazione piena del controllo di gestione nelle strutture pubbliche , inclusi i
ministeri ;
- il regolamento di organizzazione del Ministero della
Giustizia (schema di decreto del Presidente della Repubblica approvato dal
Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2000), che prevede, oltre ad un complessivo ridisegno
organizzativo della struttura centrale, la istituzione di un servizio di controllo
interno, sempre in coerenza con i principi del controllo di gestione.
Tutte le
normative richiamate, sia pure con differenti modalità, prevedono necessariamente una
attribuzione di responsabilità effettive al dirigente amministrativo.
Appare
opportuno ricordare che la Commissione La Greca su
tali problematiche aveva anticipato una equilibrata soluzione, prevedendo di attribuire:
-
al
magistrato-capo la dirigenza dellufficio
giudiziario nel suo complesso;
-
al predetto e al
dirigente amministrativo congiuntamente la
competenza a formulare il programma annuale delle
attività , nonché le eventuali modifiche che si rendessero necessarie in corso di
gestione;
-
al dirigente
amministrativo il compito di realizzare lorganizzazione
e assicurare il funzionamento dellufficio al quale sia stato preposto, attraverso
la gestione amministrativa , tecnica e finanziaria
.
Attendiamo al più presto un contributo da
parte dei vertici ministeriali e dellorgano di autogoverno della magistratura sia
sulla questione del riparto delle competenze tra capo dellufficio e dirigente
amministrativo , sia sulle richieste di formazione congiunta.
Lalternativa
è il rischio di vedere disperso un bagaglio di conoscenze e di valori, con progressiva
uscita dei dirigenti amministrativi dallAmministrazione della Giustizia verso
posizioni di maggiore responsabilità in altre amministrazioni individuate attraverso il RUD , ruolo unico dei dirigenti pubblici , gestito
dal dicastero della Funzione Pubblica.
I dirigenti
amministrativi sono animati da spirito di
collaborazione per essere al fianco della magistratura nella realizzazione del
comune obiettivo di rendere effettiva la tutela dei diritti e concreta laffermazione
del principio di legalità .
Spirito
di collaborazione che esprimono in
saldo connubio con quella imprescindibile forza
che risponde al nome di cancellerie e segreterie giudiziarie
.
Grazie .
Firenze, 13
gennaio 2001
Dott.
Alessandro Boccini, Dirigente amministrativo Procura
Generale della Repubblica - Firenze |