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                       ASSOCIAZIONE DIRIGENTI GIUSTIZIA

                                         COMUNICATO
                INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2008



La giustizia:
da terreno di scontro a servizio per i cittadini e risorsa per il Paese.
I Dirigenti sono disponibili ad una Costituente per la Giustizia



Quello del 2008 non è il primo anno giudiziario che inauguriamo sotto il segno di un’aspra contesa politica intorno all’esercizio della giurisdizione.

Il controllo di legalità, per i riflessi che è capace di esercitare sia sui diritti dei cittadini che sulla vita delle istituzioni, costituisce per sua stessa natura uno snodo cruciale nella vita del Paese e quindi racchiude sempre il rischio di divenire terreno di contrapposizioni.

Crediamo però non vada sottovalutata la circostanza che, nei confronti dell’attuale crisi di governo, lo scontro intorno al rapporto politica-giustizia abbia addirittura costituito se non la causa quantomeno l’innesco, il fattore scatenante.

E ciò nonostante lo sforzo -indubbiamente sostenuto negli ultimi anni- per riannodare le fila di un dialogo, di una capacità di ascolto reciproco tra le diverse componenti del mondo della Giustizia e tra queste ed i luoghi di assunzione della decisione politica e di governo.

Michelina Grillo, Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, commentando in questi giorni lo svolgersi della crisi, ha considerato “ paradossale che questa disastrata giurisdizione abbia la forza di mandare in crisi un governo”. E probabilmente dietro l’apparenza di questo paradosso si cela la realtà di una doppia debolezza: della politica e dell’esercizio della giurisdizione.

Una realtà che si alimenta della complessiva crisi delle classi dirigenti del Paese e la cui profondità non è stata evidentemente intaccata dall’impegno -pur profuso in questi ultimi tempi- rivolto a svelenire il clima.

La fragile tregua tra politica e giurisdizione non ha tenuto, probabilmente perché è stata esercitata esclusivamente intorno alla ricerca –pur fondamentale- di nuove modalità di rispetto dei rispettivi ruoli.

Ad andare in crisi è stato un modello incentrato su una sorta di recuperato fair-play istituzionale ma che non ha investito la necessità di un profondo ripensamento –diremmo, quasi, di una rifondazione- delle ragioni giustificative, in un paese come l’Italia, di una politica autorevole, capace di compiere le scelte e di fissare gli indirizzi, e di un esercizio della giurisdizione in grado di assicurare certezza ai diritti e controllo di legalità.

Come dirigenti dell’organizzazione giudiziaria siamo da tempo persuasi che garantire all’Italia un esercizio della giurisdizione autorevole, autonomo, celere corrisponda ad una condizione perché il Paese possa crescere, progredire.
Un recente studio di Confartigianato ha quantificato in 2,3 miliardi di euro il danno annuale –per le sole imprese artigiane- determinato dalla lentezza della macchina giudiziaria. Le rilevazioni della Banca Mondiale restituiscono poi un’immagine poco rassicurante sul riflesso negativo che i ritardi e l’aleatorietà dei nostri giudizi esercitano sulla vita economica: i tempi per ottenere giudizialmente il rispetto di un contratto sono da noi più che doppi rispetto a quelli della Spagna, il triplo rispetto alla Germania ed il quadruplo nel raffronto con la Francia!

Un Paese che può contare su un servizio giustizia così debole non soltanto non vede assicurate le condizioni per il proprio sviluppo ma vede esposte a rischio le stesse fondamenta democratiche del proprio sistema.

A questa esigenza democratica noi non crediamo abbia sempre corrisposto una consapevolezza adeguata. Sia nel ceto politico che tra l’insieme degli operatori del settore.

Il recupero della centralità della questione organizzativa rappresenta a nostro giudizio una premessa apprezzabile ed in questo sfondo collochiamo il più moderno assetto di governo degli uffici giudiziari assicurato dal decreto legislativo 240/2006.
E riteniamo significativo che l’attuale legislatore abbia resistito alle pressioni esercitate per un suo stravolgimento nel corso dell’elaborazione della recente riforma dell’Ordinamento Giudiziario.

Come pure riteniamo corrispondente ad un bisogno oggettivo dell’organizzazione giudiziaria la previsione di una riqualificazione professionale del nostro personale racchiusa nel Disegno di Legge sull’Ufficio per il processo. Né intendiamo sottrarci ad un confronto sull’organizzazione del lavoro evocata dal medesimo DdL, di cui condividiamo la propensione a sviluppare e diffondere un’organizzazione centrata sul lavoro di squadra. Riteniamo coerente, però, con il nostro ruolo di responsabili della gestione delle risorse, segnalare come sia rischioso prefigurare per legge modelli organizzativi rigidi, come pure l’ingenuità di addensare le risorse disponibili esclusivamente sul segmento lavorativo più prossimo al lavoro del magistrato, a discapito di altri settori non meno indispensabili alla resa complessiva del servizio giustizia.

E’ l’insieme del servizio giustizia a richiedere un profondo ripensamento se si intende davvero stabilirne la sintonia con le esigenze di questo Paese.

E, in direzione di questo sforzo, la recente proposta dell’Avvocatura di una “Costituente per la giustizia” ci appare un contributo coerente ed un utile inizio cui, come Dirigenti della Giustizia, intendiamo concorrere.



24 gennaio 2008


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24 gennaio 2012:

DIFFICOLTA’ TECNICHE E TEMPI RISTRETTI PER L’INSERIMENTO DELLE SCHEDE OBIETTIVI 2012:

L’ASSOCIAZIONE SCRIVE AL PRESIDENTE GIORGIANNI

 

 

 

 

12 gennaio 2012:

CONVEGNO A NAPOLI SULL'UFFICIO PER IL PROCESSO

 

 

 

 

 

23 dicembre 2011:

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero il posto di DG del personale resosi vacante il 28 novembre 2011 con l’assegnazione ad altro incarico del Dr. Piscitello

 

 

 

 

19 dicembre 2011:

CONCORSO A 40 POSTI:L’ASSOCIAZIONE CHIEDE LA PUBBLICAZIONE DEI NOMINATIVI DEGLI AMMESSI SUL SITO DEL MINISTERO

17 dicembre 2011:

CONCORSO A 40 POSTI: SONO PASSATI 4 ANNI, MA QUASI CI SIAMO !

 

 

27 novembre 2011

CONSULENZA DELL'ASSOCIAZIONE AI CANDIDATI AL CONCORSO A 40 POSTI DI DIRIGENTE

 

 

 


L'Associazione Dirigenti Giustizia è un'associazione professionale tra i dirigenti amministrativi dell'amministrazione giudiziaria che, negli ultimi anni, si è posta come obiettivo, tra gli altri, il miglioramento della qualità e dell'efficienza del servizio giustizia.