Gennaio 2003
La nostra è un'associazione professionale tra dirigenti
dell'amministrazione giudiziaria che nel corso degli anni ha rivolto il
proprio impegno nella ricerca e nella costruzione di un sistema
giustizia efficiente a misura delle esigenze del cittadino.
L'attività dell'Associazione nel corso di quest'anno è stata ricca
d'iniziative e produttiva di risultati importanti.
Dall'ottobre dell'anno 2001 la delegazione italiana ha assunto la
presidenza, per il successivo triennio, dell'Unione Europea dei
Funzionari Giudiziari. Quest'anno l'Associazione è stata ammessa, come
secondo membro italiano, al fianco dell'Associazione Nuova Giustizia,
all'E.U.R.
Per questo le attività dell'Associazione si sono intersecate con le
attività internazionali, arricchendo ulteriormente di contributi ed
esperienze di più ampio respiro la vita associativa.
Nel mese di maggio si è tenuto a Ragusa l'incontro annuale, con la
partecipazione del Capo Dipartimento, dei Direttori generali del
personale e dei sistemi informativi, e di un rappresentante del
Consiglio d'Europa. A settembre poi, con la collaborazione dell'EUR, e
con una notevole partecipazione di dirigenti dell'amministrazione
giudiziaria, si è tenuto ad Urbino un seminario internazionale sulla
qualità dei servizi giudiziari. In ottobre, una nutrita delegazione
delle nostre associazioni ha partecipato, a Marrakech, all'assemblea
annuale dell'EUR. Solo per citarne alcune, tra le relazioni
dell'incontro, quella del dott. Carlo Maria Piantelli, direttore del
Servizio di controllo interno del nostro Ministero, di Antonio Paoluzzi,
direttore dell'ufficio formazione della nostra Amministrazione, di
Alberto Dorremo De Carlos, direttore della modernizzazione del Ministero
della Giustizia spagnolo. A novembre, infine, siamo intervenuti al
Convegno organizzato dall'Osservatorio di Reggio Calabria sui problemi
organizzativi legati all'applicazione dell'art. 47-quater
dell'ordinamento giudiziario.
Il dibattito sul sito www.dirigentigiustizia.it si è accresciuto sempre
di più, fino ad arrivare, nello scorso mese di novembre, alla media
giornaliera di 71 accessi e 470 pagine viste. Dal mese di ottobre, poi,
è in linea il nuovo sito dell'EUR, www.justicemanagement.org in quattro
lingue (inglese, francese, tedesco e italiano; è in preparazione la
versione in lingua spagnola) progettato, realizzato e gestito
interamente in Italia.
Porsi il problema della qualità significa verificare i risultati che
l'Amministrazione è in grado di raggiungere, misurando il grado di
soddisfazione dei destinatari della sua azione.
E' dunque una prospettiva che concepisce l'attività dell'ufficio in
funzione del perseguimento d'obiettivi concreti e misurabili, secondo le
linee di una progettualità forte e condivisa.
Su questa base nell'anno appena concluso abbiamo partecipato con impegno
alla sperimentazione di una metodologia di valutazione dei dirigenti
amministrativi. L'iniziativa è stata presentata come una leva per il
cambiamento, uno strumento teso a sviluppare le risorse umane,
migliorare la qualità del servizio e rafforzare le capacità
imprenditoriali. Finora, è una "leva" mancante di un punto d'appoggio
solido essendo priva di una definizione certa e riconosciuta degli
strumenti operativi nella titolarità dei dirigenti delle cancellerie e
segreterie giudiziarie. Proprio per la mancata esplicitazione delle
diverse competenze tra dirigente amministrativo e magistrato capo
dell'ufficio, l'implementazione del procedimento di valutazione
dirigenziale pone dei ragionevoli dubbi.
Se titolarità di potere di gestione, da una parte, e responsabilità per
i risultati raggiunti, dall'altra, sono elementi necessariamente
correlati, in modo evidente, il "cerchio" della responsabilità
dirigenziale rischia di non chiudersi. Noi riteniamo che se si vuole,
effettivamente, dare una svolta al servizio giustizia, in modo da
rendere ai cittadini un servizio di qualità, a ciascuno di quanti hanno
responsabilità nel processo d'organizzazione si devono attribuire non
solo responsabilità ma anche i relativi poteri. Essi potranno
determinare un miglioramento dell'efficienza dell'amministrazione
giudiziaria al servizio del cittadino utente, solo se saranno messi in
condizione di esprimere le loro capacità.
Quest'anno l'amministrazione giudiziaria ha perso un'occasione
importante per darsi un'organizzazione più efficiente. La
rideterminazione delle fasce di posizione dei dirigenti era il momento
atteso in cui ognuno avrebbe potuto avere un attestato di riconoscimento
della propria professionalità e del proprio contributo. Invece il
provvedimento finale è sembrato il risultato di un procedimento
impazzito che ha finito per scontentare tutti e aggravare ancor di più
la situazione di frustrazione esistente. S'impone una revisione urgente,
ragionata e sottoposta al confronto delle controparti, se si vuole, per
quanto ormai è possibile, riparare il danno provocato.
L'impegno negli uffici e lo sviluppo dell'attività associativa
dimostrano che la dirigenza amministrativa, orientata al risultato e
costantemente aggiornata sulle più moderne tecniche imprenditoriali, ma
anche sulle nuove prospettive che si aprono sull'Europa, può dare un
contributo rilevantissimo, per senso di responsabilità, cultura,
professionalità, capacità di compiere scelte organizzative efficaci,
competenza nella gestione delle risorse umane. Noi offriamo, come sempre
del resto, la nostra disponibilità, con l'augurio che questa e le altre
opportunità non siano sprecate.
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