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   Ecco il testo di ipotesi di riorganizzazione dell'amministrazione giudiziaria che la nostra Associazione ha proposto al Capo Dipartimento dott. Nicola Cerrato e che lo stesso ha inoltrato al Ministro con ampio apprezzamento.

PROGETTO "D.R.A.G."

DIREZIONE REGIONALE DELL’AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA

DISTRIBUZIONE SUL TERRITORIO

La DRAG dovrebbe essere realizzata a livello regionale e collocata nella città capoluogo di regione, salvo che particolari condizioni logistiche e ambientali ne consiglino la collocazione in altra città, ovvero consiglino l’accorpamento di più regioni.

COMPETENZE

La DRAG, sulla base di quanto previsto dal DDL 3215/S della scorsa legislatura, dovrebbe svolgere in sede decentrata le funzioni sia del:

1. Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi

a. Direzione generale del personale e della formazione;

b. Direzione generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi;

c. Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati;

d. Direzione generale delle statistiche

che del

2. Dipartimento per gli Affari di giustizia

a. Direzione generale della giustizia civile (limitatamente al controllo sui servizi di cancelleria)

b. Direzione generale della giustizia penale (limitatamente al controllo sui servizi di cancelleria).

Da un punto di vista funzionale infatti una attività decentrata di controllo sui servizi di cancelleria per la loro normalizzazione a seguito delle ispezioni ministeriali potrebbe essere opportuna: il dover fare riferimento a due diversi Dipartimenti potrebbe però essere, per la nuova struttura, motivo di conflitti e di minore funzionalità.

Quindi, almeno in una fase iniziale, si ritiene opportuno identificare i compiti delle DRAG solo con riferimento al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e inserirle nell’organigramma ministeriale prevedendo che il dirigente della DRAG abbia:

una dipendenza gerarchica diretta dal Capo Dipartimento;

una dipendenza gerarchica funzionale dai diversi Direttori Generali, in relazione alle materie sulle quali viene attuato il decentramento;

modificando l’organigramma del Dipartimento secondo lo schema seguente (mutuando quanto già realizzato per l’Agenzia delle Entrate):

 

Fermo restando il generale potere di coordinamento e d’indirizzo del Dipartimento, e per esso delle singole Direzioni generali centrali, i compiti tra queste e l’ufficio decentrato potrebbero essere così suddivisi:

a) Gestione del personale e formazione.

Dipartimento e Direzioni generali: determinazione delle dotazioni organiche e del contingente di personale di ciascun distretto. Trasferimenti tra uffici giudiziari compresi nel territorio di più uffici decentrati. Contrattazione integrativa di amministrazione. Piano generale di formazione del personale.

Ufficio decentrato: formulazione di proposte al Ministero per la determinazione biennale delle dotazioni organiche degli uffici giudiziari dei distretti di competenza, secondo le direttive e in base al contingente di personale determinato dal Ministero medesimo per ciascun distretto; distribuzione tra gli uffici giudiziari delle unità di personale amministrativo assegnate dal Ministero al distretto; trasferimenti del personale amministrativo nell'ambito degli uffici giudiziari del distretto, applicazioni, supplenze e ogni altro movimento, in conformità alle direttive emanate annualmente dal Ministero. Programmazione dei corsi e gestione delle scuole di formazione locali.

b) Gestione delle risorse strumentali.

Dipartimento e Direzioni generali: programmazione e linee di indirizzo per l’utilizzo delle risorse a livello nazionale; assegnazione del budget annuale ad ogni DRAG.

Ufficio decentrato: in conformità alle direttive emanate annualmente dal Ministero, acquisto delle attrezzature e loro distribuzione tra gli uffici giudiziari del distretto; predisposizione, previa ricognizione delle esigenze degli uffici giudiziari del distretto, di un progetto annuale di distribuzione dei fondi assegnati o accreditati dal Ministero; individuazione degli interventi edilizi da effettuare sul territorio e predisposizione di un piano di priorità; approvazione del rendiconto per le spese sostenute dai comuni per la manutenzione ed il funzionamento dei locali destinati agli uffici giudiziari del distretto.

Non si ritiene di dover sopprimere completamente le Commissioni di manutenzione, la cui composizione dovrebbe comunque essere ampliata con la partecipazione di tutti i magistrati capi e di tutti i dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari che operano in ciascun edificio, in quanto non sembra opportuno coinvolgere le DRAG in tutte le questioni di ordinaria amministrazione (scambi di locali; piccoli lavori di ristrutturazione; organizzazione dei servizi interni come il bar, la biblioteca, i parcheggi etc.). I dirigenti delle DRAG pertanto dovrebbero intervenire (presiedendo in tal caso le commissioni di manutenzione o le conferenze di servizi, con potere decisionale finale) solo sui progetti relativi al reperimento di nuovi edifici, alla ridistribuzione complessiva degli spazi a seguito di ristrutturazione degli uffici e, in genere, alla gestione complessiva delle sedi giudiziarie.

c) Informatica.

Le attuali competenze dei CISIA, attuale unico esempio di decentramento ministeriale sul territorio, dovrebbero essere assorbite dalla Direzione Regionale, ferma restando l’attuale ripartizione dei compiti con l’Amministrazione centrale.

PERSONALE E ORGANICI

Le DRAG collocate nelle regioni più grandi (per popolazione e numero di uffici giudiziari) dovrebbero essere di livello dirigenziale generale:

1. Torino (per il Piemonte e la Valle d’Aosta);

2. Milano (per la Lombardia – distretti di Milano e Brescia);

3. Venezia (per il Veneto);

4. Bologna (per l’Emilia-Romagna);

5. Firenze (per la Toscana);

6. Roma (per il Lazio);

7. Napoli (per la Campania – distretti di Napoli e Salerno; la DRAG dovrebbe assorbire le competenze dell’Ufficio speciale);

8. Palermo (per la Sicilia – distretti di Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina; considerata la particolare situazione logistica della regione, si potrebbe ipotizzare una "sezione distaccata" a Catania con un dirigente di seconda fascia).

Tutte le altre potrebbero essere affidate a dirigenti di seconda fascia collocati nella fascia retributiva più alta:

1. Genova (per la Liguria);

2. Trento (per il Trentino Alto Adige – distretto di Trento e sezione distaccata di Bolzano);

3. Trieste (per il Friuli - Venezia Giulia);

4. Perugia (per l’Umbria);

5. Ancona (per le Marche);

6. L’Aquila (per l’Abruzzo e il Molise – distretti di L’Aquila e Campobasso);

7. Potenza (per la Basilicata);

8. Bari (per la Puglia – distretti di Bari e Lecce e sez. distaccata di Taranto);

9. Reggio Calabria (per la Calabria – distretti di Catanzaro e Reggio Calabria);

10. Cagliari (per la Sardegna – distretto di Cagliari e sezione distaccata di Sassari).

Poiché l’informatica è strumento trasversale, la cui conoscenza è necessaria per la realizzazione di ogni progetto, sia i dirigenti generali che i dirigenti di seconda fascia con l’incarico di direzione della DRAG, dovranno essere in possesso delle necessarie conoscenze (art. 11 D. Lgs 39/93).

Gli organici delle DRAG saranno ricavati da una corrispondente diminuzione degli organici del Dipartimento, degli uffici dei distretti di competenza e dei Cisia. La determinazione delle professionalità e delle unità di personale necessarie al funzionamento delle DRAG dovrà avvenire sulla base delle scelte operate in ordine alle competenze amministrativo/contabili che si riterrà di dover trasferire dalle Corti d’Appello e dalle Procure Generali, nonché dall’Amministrazione centrale, alle nuove strutture.

Il dirigente della DRAG dovrà avere la piena titolarità della gestione del personale assegnato alla stessa DRAG anche con riferimento ai rapporti con le OO.SS. (ovviamente, sulla base del contratto integrativo di amministrazione).

COORDINAMENTO ESTERNO

Le decisioni dovrebbero essere prese dal dirigente regionale previa acquisizione dei pareri, obbligatori ma non vincolanti, del Presidente della Corte d’Appello, del Procuratore Generale e dei corrispondenti dirigenti amministrativi, e, di volta in volta, del magistrato dirigente e del dirigente amministrativo degli uffici giudiziari interessati all’argomento trattato, nonché degli Enti locali coinvolti; per le scelte di maggior impatto organizzativo si potrebbe prevedere l’acquisizione del parere del Consiglio giudiziario in forma integrata (con avvocati e giudici di pace).

 

COORDINAMENTO INTERNO

Dovrebbe essere prevista una conferenza periodica del dirigente della DRAG con il Capo dipartimento e i relativi direttori generali.

QUADRO ORGANIZZATIVO GENERALE E IDENTIFICAZIONE DEI RUOLI

E’ evidente che l’attuazione del progetto di decentramento sul territorio di parte della struttura ministeriale sarà tanto più efficace quanto l’Amministrazione saprà dare a ciascuno degli "attori" un ruolo chiaro e preciso.

In questo contesto appare assolutamente non più rinviabile negli uffici giudiziari la definizione dei rapporti tra magistrato capo e dirigente amministrativo.

Tale problema si è riproposto recentemente con particolare intensità a seguito della distribuzione del documento prodotto dalla Commissione per la valutazione dei dirigenti del Ministero della Giustizia e dei conseguenti seminari di presentazione. Il fatto che quella Commissione abbia operato (per espressa ammissione del Presidente Scardaccione), come "se il DDL 3215/S fosse stato approvato", l’ampia discussione che ne è scaturita, e i riferimenti alla necessità di un confronto continuo tra magistrati e personale amministrativo contenuti nella recente circolare del CSM sulle tabelle biennali degli Uffici giudiziari, sono tutti elementi che dimostrano come i tempi siano ormai maturi per dare alla questione una soluzione "compatibile" con la particolare collocazione costituzionale della magistratura, attuando quanto contenuto nell’accordo "La Greca", sottoscritto il 24/1/97.

Come noto tale accordo prevede che:

al magistrato dirigente dell'ufficio giudiziario è attribuita la titolarità e la rappresentanza dell'ufficio nel suo complesso;

al dirigente preposto all'ufficio di cancelleria o di segreteria sono attribuite le funzioni relative alla gestione amministrativa, tecnica e finanziaria, compresa l'adozione degli atti che impegnano l'Amministrazione verso l'esterno, nonché la responsabilità della gestione delle risorse a lui affidate e dei relativi risultati;

il dirigente preposto alla direzione della cancelleria o segreteria esercita le funzioni a lui attribuite dalla normativa vigente e dai contratti collettivi di lavoro al fine di assicurare il corretto funzionamento della stessa cancelleria o segreteria;

annualmente il magistrato capo dell’ufficio e il dirigente preposto alla direzione della cancelleria o segreteria formulano insieme il programma delle attività dell'ufficio e concordano le eventuali modifiche che nel corso della sua validità si rendano necessarie per effetto di mutate esigenze o situazioni;

al dirigente dell'ufficio di cancelleria o segreteria è attribuito l'esercizio dei poteri di cui all'articolo 55, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, nei confronti del personale dipendente; il dirigente amministrativo dovrà iniziare l’azione disciplinare anche su richiesta del magistrato capo dell’ufficio.

Si evidenzia inoltre come un miglior coordinamento delle attività amministrative sul territorio si potrebbe avere assegnando ai dirigenti amministrativi le stesse funzioni svolte dai rispettivi magistrati capi di alcuni uffici giudiziari per il coordinamento delle attività giurisdizionali (Presidente della Corte per gli uffici giudicanti, Procuratore Generale per gli uffici requirenti, Presidente del tribunale per gli uffici del giudice di pace).

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24 gennaio 2012:

DIFFICOLTA’ TECNICHE E TEMPI RISTRETTI PER L’INSERIMENTO DELLE SCHEDE OBIETTIVI 2012:

L’ASSOCIAZIONE SCRIVE AL PRESIDENTE GIORGIANNI

 

 

 

 

12 gennaio 2012:

CONVEGNO A NAPOLI SULL'UFFICIO PER IL PROCESSO

 

 

 

 

 

23 dicembre 2011:

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero il posto di DG del personale resosi vacante il 28 novembre 2011 con l’assegnazione ad altro incarico del Dr. Piscitello

 

 

 

 

19 dicembre 2011:

CONCORSO A 40 POSTI:L’ASSOCIAZIONE CHIEDE LA PUBBLICAZIONE DEI NOMINATIVI DEGLI AMMESSI SUL SITO DEL MINISTERO

17 dicembre 2011:

CONCORSO A 40 POSTI: SONO PASSATI 4 ANNI, MA QUASI CI SIAMO !

 

 

27 novembre 2011

CONSULENZA DELL'ASSOCIAZIONE AI CANDIDATI AL CONCORSO A 40 POSTI DI DIRIGENTE

 

 

 


L'Associazione Dirigenti Giustizia è un'associazione professionale tra i dirigenti amministrativi dell'amministrazione giudiziaria che, negli ultimi anni, si è posta come obiettivo, tra gli altri, il miglioramento della qualità e dell'efficienza del servizio giustizia.