| L'Associazione Nazionale dei Dirigenti del Ministero della
Giustizia, riunita in assemblea, ha rilevato che il problema principale dei dirigenti
associati è quello della definizione del proprio ruolo all'interno dell'Amministrazione.
Si riscontra infatti:
- che il regolamento attuativo del DPR 300/99 di riforma del Ministero non è ancora stato
emanato;
- che il DDL 3215/S sul decentramento del Ministero e sulla disciplina del rapporto tra il
magistrato capo dell'ufficio e il dirigente amministrativo è a tutt'oggi in discussione
presso la commissione giustizia del Senato;
- che, nonostante le modifiche operate nella consistenza degli uffici dal decreto
legislativo 51/98, istitutivo del giudice unico di primo grado, l'Amministrazione non ha
provveduto a ridefinire le fasce dell'indennità di posizione dei dirigenti degli uffici
giudiziari;
- che non risultano ancora sottoscritti i contratti individuali di lavoro dei dirigenti,
se non per coloro che hanno assunto di recente un nuovo incarico, e che comunque quelli
sottoscritti prevedono obiettivi generici e slegati dagli effettivi poteri;
- che il Nucleo di valutazione istituito dall'Amministrazione, secondo le notizie
pervenute, dovrebbe iniziare a breve la propria attività, sia pure in via sperimentale.
Rilevato pertanto:
- che, a fronte delle precise responsabilità che competono per legge alla dirigenza
amministrativa e che si vogliono andare a valutare, di fatto mancano nel Ministero della
Giustizia i presupposti normativi e funzionali che consentano agli stessi dirigenti
amministrativi di realizzare l'attività che dovrebbe formare oggetto di valutazione;
- che, nonostante generiche dichiarazioni di principio, si nota un generale disinteresse a
definire in tempi brevi l'attuale situazione di confusione, ancora più accentuata da
alcune recenti norme (ad es. art. 47 D.lvo 51/98) in contrasto con il quadro complessivo
di ridefinizione dei ruoli;
- che certamente tale situazione di confusione accentua la generale disorganizzazione
dell'Amministrazione giudiziaria e non consente di definire concretamente modalità di
effettivo riordino della struttura,
chiede
che l'Amministrazione e le OO.SS., ciascuno per la parte di propria
competenza, provvedano all'attuazione dei presupposti necessari perché ciascun dirigente
amministrativo del Ministero della Giustizia possa esercitare, con serenità e
consapevolezza del proprio ruolo, le funzioni previste dalla vigente normativa e quindi,
solo correlativamente, essere oggetto di valutazione.
Vico Equense, 23 giugno 2000 |