Giustizia: sì al decentramento ma attenzione alle risorse,
da Diritto e Giustizia, Quotidiano del
24/11/2005
Sì al decentramento della giustizia, purchè siano spostate realmente risorse, personale,
competenze e mezzi. Dopo lapprovazione da parte del Consiglio dei ministri di
venerdì scorso dellultima delega della riforma della Giustizia riguardante appunto
il decentramento del ministero (vedi tra gli arretrati del 19 novembre) ieri a Bologna si
è discusso di organizzazione e gestione territoriale dei servizi giudiziari durante un
seminario che ha visti coinvolti magistrati, dirigenti della Giustizia, avvocati
professori universitari. Presenti allincontro Marco Fabri, primo ricercatore
dellIstituto ricerca si sistemi giudiziari, Michelina Grillo, presidente
dellOrganismo unitario dellavvocatura, Ciro Riviezzo, presidente
dellAssociazione nazionale magistrati, Renato Romano, presidente
dellAssociazione dirigenti della giustizia. Durante il gruppo di lavoro sono
intervenuti anche Giuseppe Belsito, direttore generale del bilancio e della contabilità
della Giustizia e Stefano Zan, docente dellorganizzazione dellUniversità di
Bologna.
Tutti concordi nel riconoscere gli aspetti positivi del progetto: da Ciro Riviezzo, che
pur manifestando preoccupazione per lautonomia e lindipendenza della
magistratura rispetto alla nuova organizzazione degli uffici, ha espresso apprezzamenti
per il passo in avanti fatto con il provvedimento che ha dato ai dirigenti piena
responsabilità nella gestione amministrativa dellufficio. Anche lavvocatura,
attraverso il presidente dellOua, Michelina Grillo si è dichiarata molto favorevole
al decentramento; tutti, comunque, durante il gruppo di lavoro hanno mostrato interesse a
proseguire lattuazione del progetto, pur riconoscendo che senza le necessarie
risorse, o meglio, senza il necessario spostamento delle risorse dal ministero agli uffici
territoriali non si riuscirà a portare a termine il lavoro.
Alcune critiche sono state avanzate dai dirigenti che hanno chiesto chiarimenti sulla
costituzione pratica degli uffici periferici. «Ci aspettiamo di essere convocati per la
redazione del regolamento che dovrà attuare il decentramento» ha detto il presidente dei
dirigenti Renato Romano dichiarandosi favorevole ad una organizzazione degli uffici più
vicini al territorio. «Favorevoli ha continuato a condizione che ci sia un
reale decentramento di risorse, di mezzi, di persone, di competenze; sarebbe una delusione
se tutto si limitasse ad una semplice avocazione da parte degli uffici regionali».
Rispetto alla redazione del regolamento ministeriale che dovrà di fatto stabilire
lorganizzazione territoriale del ministero, Romano ha ribadito che i dirigenti
vorranno essere protagonisti del progetto. «Cè bisogno di una attuazione
coraggiosa ha concluso perché siano trasferite competenze, perché sia
assunto personale; se il tutto si ridurrà ad una mobilità interna di personale il
risultato sarà parziale». (p.a.)
|