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La qualità della giustizia: dal modello... Giuditta al modello Bolzano

 
Data Pubblicazione 19/12/2006

Articolo tratto da: Diritto e Giustizia

di Gabriele Guarda - Presidente dell’Unione europea dei funzionari giudiziari

     Il tema della qualità e della valutazione nell’ambito dei sistemi giudiziari europei sarà oggetto di una specifica comunicazione del vice-presidente della Commissione Europea e Commissario per la giustizia, libertà e sicurezza, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario francese che si svolgerà a Parigi all’inizio del prossimo anno. Franco Frattini ha concluso con questo messaggio il Convegno organizzato a Bolzano nello scorso fine settimana dalla locale Procura della Repubblica, che ha voluto presentare con questa manifestazione il progetto pilota di riorganizzazione e ottimizzazione delle risorse promosso dal Procuratore Cuno J. Tarfusser.

Molto ampia la partecipazione al Convegno, che si è svolto nell’Aula magna della Libera Università di Bolzano, con la presenza di operatori del diritto provenienti da diverse sedi giudiziarie, interessati ad approfondire un tema non comune al mondo della giustizia. Il progetto della Procura della Repubblica di Bolzano, iniziato nel 2004 ed illustrato nella prima giornata di lavori dalla stesso Procuratore e dai suoi più stretti collaboratori, è nato dalla consapevolezza che l’organizzazione di un ufficio giudiziario si basa soprattutto su prassi che si sono stratificate nel tempo e non sulle effettive necessità della struttura in relazione ai suoi obiettivi. Ottenuto un finanziamento dal Fondo Sociale Europeo il Procuratore Tarfusser, coinvolgendo sia i suoi colleghi magistrati, sia il personale amministrativo, come pure la polizia giudiziaria e gli avvocati, nonché tutte le istituzioni locali, si è quindi affidato a dei consulenti esterni per trovare nuovi modelli organizzativi. Il progetto è stato attuato realizzando alcuni “oggetti” innovativi: - la Carta dei servizi che, insieme al sito web www.procura.bz.it , rappresenta lo strumento di comunicazione tra l’ufficio giudiziario e i cittadini; - il Sistema qualità che, attraverso l’adozione di nuovi principi organizzativi, ha consentito di razionalizzare l’impiego delle risorse, sia umane che strumentali; - il Bilancio sociale, inteso sia come mezzo per descrivere e spiegare la struttura e il funzionamento della Procura della Repubblica, sia come rendiconto economico. In relazione a quest’ultimo prodotto, i dati contabili evidenziano in particolare che la Procura della Repubblica di Bolzano nel triennio 2003/2005 ha ridotto di oltre il 50% ( da € 1.965.941,60 nel 2003 a € 936.964,49 nel 2005) le spese di giustizia (per trasferte, intercettazioni, consulenze etc.); tale risultato è stato raggiunto, come è stato sottolineato dal Procuratore Tarfusser, senza in alcun modo controllare o limitare le attività di indagine svolte dai singoli magistrati, ma solo cercando, insieme a tutti i soggetti interessati, modalità operative che tengano in considerazione anche il fattore “costi”. La seconda giornata del Convegno si è conclusa con una tavola rotonda sul tema: “Bolzano: un modello esportabile?”

Nel corso della discussione Renato Romano, presidente dell’Associazione nazionale dirigenti giustizia, ha posto l’accento su come il “modello Bolzano” vada piuttosto “importato” nelle altre sedi giudiziarie, in quanto è il prodotto di un lavoro di gruppo che ha potuto essere realizzato grazie al coinvolgimento di tutti gli attori, e difficilmente potrebbe trovare attuazione se fosse imposto dall’alto; importante è diffonderne la conoscenza e poi sollecitarne l’adozione. Romano ha poi segnalato l’importanza di un percorso di formazione comune tra magistrati capi degli uffici e dirigenti amministrativi, e su questo argomento si sono trovati concordi sia Claudio Castelli, Capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, sia Francesco Mannino, componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Stefano Zan, professore di teoria delle organizzazioni all’Università di Bologna, ha poi sottolineato come il progetto di Bolzano non sia interessante tanto quanto modello, quanto piuttosto come metodologia, la cui applicazione implica una svolta culturale profonda e la presenza di una forte leadership all’interno degli uffici giudiziari. Nel suo intervento Claudio Castelli ha anche ricordato la difficile situazione economica del Dipartimento da lui diretto, ed ha indicato come possibili soluzioni sia il ricorso a “sponsorizzazioni” gestite dall’Amministrazione centrale, sia l’utilizzo di almeno parte dei risparmi realizzati da un ufficio giudiziario come incentivo per il personale o come somme da reinvestire per la funzionalità dell’ufficio stesso. In merito a quest’ultima proposta il vice-presidente Frattini ha segnalato che in altri Stati d’Europa come la Polonia, la Francia e l’Inghilterra, questa possibilità già esiste, per una quota di circa il 35% dei risparmi conseguiti; ha poi affermato che il progetto realizzato dalla Procura della Repubblica di Bolzano è sicuramente esportabile in Europa, attraverso il sistema delle “reti giudiziarie”, realizzate proprio per favorire la conoscenza delle migliori pratiche. Franco Frattini, chiudendo il Convegno con una relazione sui progetti in corso presso la Commissione europea in materia di giustizia, ha ricordato che l’aumento di efficienza del sistema giudiziario italiano è un obbligo per tutti gli operatori del diritto; infatti il concetto di “spazio giudiziario europeo” si realizza solo innalzando i livelli di qualità del servizio secondo standard migliorativi. La qualità, ha aggiunto il vice-presidente della Commissione preannunciando l’apertura di un “forum” permanente europeo su questo tema, implica l’individuazione di precise responsabilità nell’uso delle risorse disponibili.


 

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DIFFICOLTA’ TECNICHE E TEMPI RISTRETTI PER L’INSERIMENTO DELLE SCHEDE OBIETTIVI 2012:

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