| Gentili ospiti,
Colleghe e colleghi,
benvenuti a questo convegno organizzato dallAssociazione
Dirigenti del Ministero della giustizia e dallAssociazione Nuova Giustizia.
Questo appuntamento è ormai uno strumento tradizionale delle
nostre associazioni per aprirci allesterno a dibattere i problemi della giustizia e
gli obiettivi di efficienza, innovazione e servizio alle legittime esigenze del cittadino,
diventate, ormai da tempo, le linee guida delle nostre organizzazioni associative.
Un progetto di qualità per lamministrazione
della giustizia è stato il tema di lavoro che ci siamo dati per lanno 2001 e loggetto
di questo convegno.
Le riforme procedurali che, da cinquantanni
a questa parte, si sono succedute, non sono riuscite a risolvere i problemi della
giustizia. Eppure, qualunque siano le norme
procedurali, il livello di efficienza degli uffici non è sempre omogeneo, in alcuni
uffici si riesce a raggiungere livelli di efficienza notevoli, molto diversi da quelli
della norma. Ciò dimostra che è il momento di voltare pagina, di porre mano ad un lavoro
di riorganizzazione radicale del sistema giustizia.
La Giustizia, come tutta la P.A., si
trova infatti in un contesto istituzionale, sociale, economico, normativo in rapido
sviluppo che gli impone di affrontare il cambiamento utilizzando tutti gli strumenti, non
solo giuridici, ma anche tecnici e organizzativi necessari per poter offrire al cittadino
un servizio allaltezza dei tempi.
Solo per fare un esempio, tra i tanti
che si potrebbero portare, solo un mese fa Il Sole 24 ore pubblicava i risultati di una
ricerca economica che rilevava i costi dellinefficienza della giustizia che pesano
su banche e imprese: la crisi della giustizia influenza infatti la domanda e lofferta
dei prestiti sia perché rende più difficile e costoso il recupero dei crediti, sia
perché avvantaggia i debitori in mala fede.
La giustizia è inefficiente perché non
è orientata a soddisfare le esigenze del cittadino e del mondo delleconomia. I
tentativi di riorganizzazione basati su processi di automazione sovrapposti allesistente,
su approcci giuridico proedurali, la ininterrota produzione di norme legislative, hanno
finora causato rigidità, errori, defatiganti attività di interpretazione e comprensione.
Noi proponiamo
allora di riorganizzare tutta lamministrazione giudiziaria (ivi compresa lattività
giurisdizionale dei magistrati) con un sistema di qualità totale che riesca a fornire al
cittadino utente un servizio di qualità sin dalla sua progettazione.
Dicevamo nel nostro programma che il
perseguimento di tali obiettivi è possibile solo attraverso:
-
lascolto
costante e continuo degli utenti interni ed esterni;
-
la
fissazione di principi di comportamento nelle diverse aree di attività, per assicurare
adeguati standard qualitativi,
-
la
formazione permanente delle risorse umane (togate e non).
Poiché non vogliamo sostituirci allamministrazione, è
giusto evidenziare che scopo del nostro impegno non può che essere, semplicemente, una
proposta nei confronti dellAmministrazione centrale di una politica della
pianificazione globale nella logica della qualità, il dibattito sulle conoscenze e le
esperienze sul territorio, nonché lapertura di un dialogo con la magistratura
associata, e con tutte le altre componenti della giustizia interessate al progetto, per
una collaborazione volta a migliorare gli standard di qualità del servizio giustizia
nella sua globalità.
Il problema del dialogo con tutte le componenti del servizio
giustizia è, a mio parere, molto importante perché il persistere del predominio di una
cultura prevalentemente giuridica porta alla diffusione di atteggiamenti di diffidenza o
di paura nei confronti di chi, animato da sincero spirito di collaborazione, propone
innovazioni che escono fuori dalle linee tradizionali. E questo atteggiamento emerge anche
in settori che, a primo avviso, sembrerebbero più aperti e disponibili allinnovazione.
Lesigenza
della qualità, una volta esigenza di un prodotto di qualità, si sta diffondendo, dopo il
settore privato, anche nel settore pubblico, come una esigenza di qualità totale che
coinvolga tutta lorganizzazione del lavoro, sin dal suo inizio: è diventata una
teoria dela qualità totale che richiede lesistenza di strumenti di lavoro, di
condizioni, di processi di lavoro, di personale di qualità, ma che richiede anche
qualità dellinformazione, dei rapporti gerarchici ed umani, della cultura e perfino
dellimmagine.
La
costruzione di un sistema del genere comporta, necessariamente, labbandono di una
organizzazione burocratica, basata sulla gerarchia e il potere, il comando e il controllo,
per ladozione di un sistema gestionale basato sulla fiducia, il dialogo tra le
persone, lascolto e la messa in comune di punti di vista differenti.
Un sistema che dia spazio alle motivazioni e ai pensieri delle
persone, alla loro creatività, in cui il fattore produttivo determinante è dato dalla
conoscenza delle diverse professionalità.
In tale ambito è indispensabile che i
dirigenti siano forniti di strumenti sufficienti, che in atto mancano, per potere
esplicare un ruolo efficace in direzione del cambiamento. In particolare,
a)
lattivazione dei
meccanismi di responsabilizzzione dei dirigenti, conseguenza dellattuazione delle
riforme della p.a. e presupposto per lavvio della valutazione degli stessi. Non si
può, come ha fatto lamministrazione al forum della p.a., sbandierare il possibile
miglioramento dei servizi della giustizia con il semplice varo di un sistema di controllo
interno rivolto a dirigenti irresponsabili, e senza coinvolgere nel progetto i
magistrati che del servizio giustizia sono i protagonisti.
b)
Seconda esigenza, lavvio
di un intenso programma di formazione e di crescita professionale dei dirigenti e di tutte
le nuove professionalità esistenti nellamministrazione, anche comune con i
magistrati, che, rispettando lo specifico di ciascuna categoria, crei delle
professionalità di tipo conico ove ciascuno possa comprendere anche il lavoro degli
altri.
Solo così, una volta riformulati gli obiettivi di qualità di
una amministrazione orientata sulle esigente del cittadino utente, si potrà cominciare a
costruire un servizio giustizia efficiente perché capace di rispondere alle richieste,
alle esigenze e alle aspettative dei cittadini, del mondo economico e sociale. |