| Lorganizzazione
del lavoro e la tecnologia al servizio della giustizia
Ragusa,
18 maggio 2002
Daniela
Intravaia
Dirigente
Coordinamento Interdistrettuale Sistemi
Informativi
Automatizzati di Milano
Premessa. 1. Linformatica come leva per il cambiamento
ed il miglioramento della qualità dei servizi giudiziari.
2. Il consolidamento delle strutture. 3.
Le competenze dei soggetti coinvolti nelle attività di informatizzazione. 4. La
diffusione dei sistemi e della conoscenza informatica.
Premessa
La fase attuale
del processo di informatizzazione del settore giustizia è caratterizzata da velocità
diverse: sono più avanzate le realizzazioni riguardanti gli uffici giudiziari; quanto
alle aree centrali del ministero, molti progetti sono alla fase di sviluppo o di analisi
delle specifiche.
In relazione agli
uffici giudiziari,
le vicende dellinformatizzazione hanno visto un progressivo passaggio da iniziative
locali, lodevoli ma non coordinate fra di loro, ad una organizzazione orientata a rendere
omogenea e coerente la distribuzione di applicativi che dialogassero tra di loro e
permettessero un raffronto dei dati provenienti dai diversi uffici (estrazione ed
elaborazione statistica di dati omogenei).
A tutto ciò ha
corrisposto una esigenza di potenziare una certa istituzionalizzazione
dei servizi destinati allinformatica, con la costituzione sul territorio
nazionale dei C.I.S.I.A.
e con la creazione della rete dei Magistrati Referenti Distrettuali per lInformatica,
figure di raccordo tra la giurisdizione e lamministrazione nel settore delle scelte
informatiche.
Al centro, nel
frattempo, la struttura dellU.R.S.I.A., ora Direzione Generale
Sistemi Informativi Automatizzati (D.G.S.I.A.), andava assumendo caratteri sempre più
definiti, nel senso di un ufficio di pianificazione e scelta strategica, dotato al proprio
interno (considerando soltanto le macro-aree) di una area tecnica, attrezzata per valutare
e selezionare i prodotti offerti dalle società informatiche, e di unarea
amministrativo-contabile, per la complessa gestione degli acquisti di prodotti e servizi
informatici e per seguire lo sviluppo di progetti distribuiti fra più esercizi
finanziari.
E
impossibile dare conto in questa sede di tutti i principali settori ai quali è stato
rivolto limpegno della D.G.S.I.A.: dal cablaggio degli edifici giudiziari, alla
unificazione delle tre principali reti informative nazionali esistenti (Casellario,
Cassazione, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) per la creazione della
fondamentale infrastruttura di rete (Rete Unica della Giustizia, R.U.G.), alla diffusione
dei servizi di interoperabilità (distribuzione agli utenti interni di indirizzi di posta
elettronica e di accessi ad Internet), alla dotazione agli uffici di macchine (computer,
stampanti, portatili, server, etc.), alla distribuzione di applicativi per la gestione dei
diversi servizi giudiziari, etc..
Nella
disamina che segue ci si soffermerà soprattutto sulle problematiche che investono linformatizzazione
degli uffici del territorio ed, in particolare, degli uffici giudiziari.
1.
Linformatica come leva per il cambiamento ed il miglioramento della qualità dei
servizi giudiziari
Si
può affermare che tra gli obiettivi di coloro che operano nellarea informatica del
Ministero della Giustizia vi sia quello di orientare i processi di servizio verso linnovazione
e la ricerca del grado massimo di efficienza per lAmministrazione.
Non
è più il tempo della registrazione e automazione dei processi di lavoro delle
cancellerie, così come essi si presentano dallesame dei registri e documenti e
delle prassi esistenti.
Si
parte, piuttosto, da accurate e approfondite analisi che puntano ad una vera e propria reingegnerizzazione organizzativa dei flussi di
produzione, per eliminare le duplicazioni di fase, i c.d. colli di bottiglia, cioè i momenti di rallentamento (o arenamento)
delle procedure stesse.
Ciò
avviene semplicemente concentrando lo studio preparatorio
(coerentemente con le direttive A.I.P.A.) sulle transazioni che avvengono
tra gli uffici, utilizzando la chiave interpretativa del rapporto fornitore/utente (considerato che i servizi
giudiziari conoscono uno sviluppo progressivo
e seriale, fatto di molteplici passaggi di fase; ad esempio, nel settore civile, dalla
iscrizione a ruolo, alla assegnazione della causa alla sezione, alla fissazione delludienza,
alla redazione e pubblicazione della sentenza, al rilascio della copia di questa, il
fascicolo processuale è oggetto di numerose movimentazioni fra cancellerie e soggetti
diversi, con attività concatenate da un rapporto sequenziale, dove chi precede è fornitore di chi segue e questi è utente del collega che gli trasmette gli atti).
A
titolo esemplificativo, si consideri il progetto processo telematico, che ha lambizioso
obiettivo di trasformare radicalmente il processo civile, riducendo linterazione
fisica tra gli avvocati e le cancellerie, prevedendo linvio di atti al
tribunale, la consultazione di registri e fascicoli, la richiesta di copie, la ricezione
di comunicazioni e copie dallufficio giudiziario, il tutto secondo modalità
telematica, cioè mediante utilizzo di una particolare (e garantita, sul piano della
sicurezza documentale) relazione telematica tra i soggetti.
Quanto
ai magistrati, il progetto prevede lorganizzazione informatizzata del fascicolo
(virtuale) e dellagenda (udienze),
nonché lintegrazione con il sistema Polis,
per la redazione delle sentenze.
Una
radicale modifica dellapproccio al processo viene, dunque, richiesta a tutti gli
operatori del processo:
-
magistrati
-
avvocati
-
personale delle
cancellerie
-
funzionari che di
esse sono responsabili
-
referenti degli
uffici per linformatica (magistrati e amministrativi)
-
dirigenti degli
uffici giudiziari (magistrati e amministrativi)
-
ordini degli
avvocati
-
strutture
informatiche interne all'Amministrazione D.G.S.I.A., C.I.S.I.A., analisti di
organizzazione, amministratori di sistema, etc. -
-
società
specializzate nella produzione e installazione dei sistemi informativi automatizzati.
Ciascuno dei
soggetti indicati esercita uno specifico ruolo individuale e di categoria,
cioè in relazione alla funzione istituzionalmente svolta, alla personale competenza e, in
buona sostanza, in rapporto alla propria cultura di appartenenza.
Se, peraltro, non
si stabilissero delle forme di comunicazione e di scambio continuo e orientato al
risultato, non potrebbero mai svilupparsi le sinergie necessarie al contemperamento dei
diversi interessi e al superamento delle fasi critiche.
Tutto ciò
potrebbe apparire scontato, perché è fattore di successo in qualunque progetto che si
sviluppi per fasi progressive, ma nel caso dellinformatica la cooperazione costante
e continua diviene cruciale, perché linnovazione incontra di per sè fortissime
resistenze.
In genere, chi
opera nellarea delle tecnologie ha piena consapevolezza delle difficoltà che gli
utenti incontrano nellapproccio allo strumento informatico.
Nello stesso
tempo, vi è una forte aspettativa di risultati immediati, che in un ambito organizzativo
burocratico sono di più difficile conseguimento, a maggior ragione nel settore
giudiziario, caratterizzato da riti, da tipologie di interazioni poco orientate allutente,
e, ancora, a prevalente natura autoritativa.
Ecco perché
anche le sinergie devono avere dei momenti di formalizzazione (creazione di
gruppi interdisciplinari, responsabili della conduzione del progetto di informatizzazione
a livello locale, di ufficio) ed ecco perché è essenziale il coinvolgimento dei vertici
dellufficio giudiziario, particolarmente del dirigente amministrativo, che dovrebbe
gestire le risorse -soprattutto quelle umane-.
Tuttavia,
ciò non sarebbe ancora sufficiente.
Il
processo di introduzione negli uffici giudiziari di nuove tecnologie, quando queste siano
di una certa complessità o passibili di incidere sullassetto organizzativo in modo
profondo, dovrebbe essere seguito in tutto il suo sviluppo da un adeguato sistema di
monitoraggio.
Vi
è un doppio binario di attività che devono essere garantite: presso lufficio da
informatizzare occorre un gruppo di lavoro interdisciplinare, con la partecipazione di
risorse interne delle cancellerie (se del caso, anche della magistratura) insieme con i
tecnici (del C.I.S.I.A., o della D.G.S.I.A., ove il progetto sia condotto e sviluppato a
livello centrale), che persegua in concreto gli obiettivi di progetto in modo mirato (=
garantire il risultato); presso la struttura informatica che promuove il progetto
(D.G.S.I.A. o C.I.S.I.A.) occorre altresì allestire strumenti di monitoraggio di natura
organizzativa (= garantire il controllo costante e progressivo delle diverse fasi di
progetto) e di natura formale (= allestire gli strumenti per la verifica degli adempimenti
contrattuali e la predisposizione degli atti necessari per gli organi di controllo).
In
altre parole, questo vorrebbe dire orientare effettivamente ed efficacemente le attività
dellarea informatica al controllo di
gestione.
2.
Il consolidamento delle strutture
Il processo
organizzativo sopra descritto non può essere realizzato senza impiego di risorse
specializzate.
La
struttura informatica deve essere consolidata: la complessità che assume il milieu organizzativo sul quale ricadono le attività, aumentando
progressivamente la diffusione degli applicativi, lampiezza delle reti, il numero di
macchine sul territorio, il numero e la tipologia delle assistenze da allestire
contrattualizzare gestire, impone di
essere dotati di una minima stabilità e forza.
Ciò non
significa invocare una burocratizzazione o un organico inutilmente pletorico, ma soltanto
una effettiva destinazione di risorse umane e strutturali, che consentirebbe alla
D.G.S.I.A. e ai C.I.S.I.A. di operare più efficacemente.
Attualmente, i
C.I.S.I.A. non dispongono di un proprio organico, perciò non si può che affidarsi alle
applicazioni e ai distacchi, che si riverberano su uffici giudiziari spesso in grave
carenza di personale.
Nonostante
molti siano pronti a riconoscere limportante ruolo dellinformatica nella
gestione degli uffici giudiziari, questi non
si sentono tenuti a collaborare con chi un organico non abbia neppure, pur continuando ad
esigere che i servizi si mantengano tempestivi ed efficienti.
Per le stesse
ragioni, è raro che siano dotati di adeguato supporto organizzativo i Magistrati
Referenti Distrettuali, che svolgono un importante ruolo consulenziale e di selezione,
pronunciandosi sulla opportunità degli acquisti informatici richiesti dagli uffici e sui
progetti di innovazione tecnologica, rappresentando in tal modo lelemento di
raccordo tra giurisdizione e amministrazione in materia informatica.
Per quanto
concerne lassistenza agli uffici e, in particolare, laffidamento dei servizi aventi riflessi importanti sulla sicurezza
dei sistemi informativi automatizzati, esistono due ipotesi alternative:
-
allestire un
ruolo di amministratori di sistema interni, appartenenti allAmministrazione, diretti
e gestiti dalla D.G.S.I.A. e dai C.I.S.I.A., ma operanti presso gli uffici giudiziari;
-
esternalizzare le
attività (ricorrendo a contratti di outsourcing).
La prima scelta
comporterebbe la necessità di garantire una copertura diffusa degli uffici (non
potrebbero esservi situazioni assistite ed altre escluse), ma assicurerebbe un affidamento
maggiore e la possibilità di fidelizzare personale tecnico appartenente allAmministrazione.
La seconda
ipotesi permetterebbe scelte più flessibili, secondo i diversi livelli di
informatizzazione, ma potrebbe avere un costo maggiore e, soprattutto, assegnerebbe
compiti di notevole delicatezza ad esterni.
Le scelte
potrebbero anche integrarsi fra loro (cioè, non essere in alternativa esclusiva luna
allaltra). In ogni caso, sono richieste notevoli risorse finanziarie, per garantire
agli uffici un livello di qualità dei servizi minimamente adeguato.
3.
Le competenze dei soggetti coinvolti nelle attività di informatizzazione
Il progressivo
sviluppo di applicativi (software) nazionali,
cioè congruiti dalla Direzione Generale quali prodotti specifici per le esigenze
giudiziarie, impone che quelli soltanto debbano essere adottati sul territorio, escludendo
gli altri generici in commercio o quelli prodotti artigianalmente presso gli
uffici giudiziari.
Quanto agli
acquisti di macchine (hardware), devono
rispondere a criteri di pianificazione, equa distribuzione e assenza di sprechi.
I C.I.S.I.A. e i
Magistrati Referenti Distrettuali devono garantire a livello decentrato il rispetto dei
due criteri sopra enunciati.
Sul punto,
occorre evidenziare che, in materia informatica molto più che altrove, non esiste la
possibilità di realizzare progetti a costo zero: per apprestare adeguati (o
minimi) livelli di servizio, occorre un forte impegno finanziario, sia che si provveda
attraverso risorse interne, sia che si affidino allesterno le attività,.
Ogni applicativo
che venga introdotto in un ufficio giudiziario richiede una particolare assistenza
manutentiva ed evolutiva e richiede che siano formati gli utenti, che sia garantita lassistenza
alluso ordinario, etc.
A fronte di ciò,
non sempre sono immediatamente riscontrabili vantaggi, in termini di maggiore efficienza e
tempestività del servizio giudiziario: occorre sempre un po tempo (oltre agli
indispensabili adattamenti organizzativi interni).
Sotto tale
profilo, il ruolo dei decisori della spesa informatica (in particolare, quanto
al territorio, CISIA e Magistrati Referenti) risulta talvolta ingrato: a volte non è
possibile soddisfare le richieste degli uffici, perché devono essere seguite delle linee
di indirizzo che facciano riferimento ad una strategia generale, legata alle risorse
disponibili.
In questo senso
risulta essenziale la cooperazione con le altre Direzioni Generali del Dipartimento dellOrganizzazione
Giudiziaria, ciascuna nellambito delle proprie competenze:
-
la Direzione del
Personale e della Formazione, per il consolidamento e il potenziamento della struttura e
per il promovimento della cultura dellinnovazione; sul punto, sarebbe utile altresì
rilanciare progetti di formazione congiunta destinati a dirigenti amministrativi e capi
degli uffici (sulla sicurezza dei sistemi informativi automatizzati, sul trattamento dei
dati, etc.);
-
la Direzione
Bilancio e Contabilità, per le disponibilità finanziarie e per una efficace attività di
controllo;
-
la Direzione
Risorse Materiali Beni e Servizi, per tutti gli acquisti collegati a vario titolo a quelli
informatici;
-
la Direzione per
la Statistica, per la definizione concordata di parametri sulle modalità di estrazione e
aggregazione dati mediante i sistemi informativi automatizzati.
Per sostenere
tale impegno, su alcune aree interessate da progetti di una certa ampiezza (ad es., SIAMM,
per gli applicativi dellarea c.d. amministrativa dei servizi giudiziari - mod. XII,
campioni, gestione personale, economato, automezzi, etc. -), risultano molto opportune ed
efficaci le informative di carattere generale diramate dalla D.G.S.I.A., spesso
indirizzate anche agli uffici giudiziari.
Appare,
altresì, necessario promuovere una maggiore conoscenza delle regole sugli acquisti, in
particolare di prodotti hardware
(macchine).
Le novità
introdotte dalla finanziaria per lanno 2000 in avanti (CONSIP, etc.) non sempre
appaiono conosciute dagli uffici in modo
chiaro.
Una rinnovata informazione sulliter da seguire per
approvvigionarsi, su quali siano i soggetti che debbano autorizzare e a quale
livello (i Magistrati Referenti Distrettuali sulla opportunità della spesa, i C.I.S.I.A.
sulla congruità tecnico/economica) potrebbe essere efficace per razionalizzare le
procedure.
Sarebbe utile
anche un invito agli Uffici a dare cadenza
periodica alle rilevazioni interne dei propri fabbisogni, per essere pronti con il
piano degli acquisti, al momento della disponibilità di forniture, che, come è noto,
maturano improvvisamente e hanno capienza per periodi brevissimi, poiché vi attinge
contestualmente tutta la pubblica amministrazione centrale.
Occorrerà, per
il futuro, valutare la possibilità di fare approvvigionare in modo diretto gli uffici -
sempre previo parere del Magistrati Referenti e valutazione tecnica del C.I.S.I.A.
(al fine di mantenere il controllo degli acquisti e della spesa) -, stante la difficoltà
di disporre di risorse amministrative per i C.I.S.I.A., che possano assumere su di sé la
complessa gestione di ordinativi interregionali e che prevedono una quantità di
adempimenti di tipo burocratico e organizzativo, insostenibili, ove siano assenti le
risorse umane in numero minimo.
Questa scelta, in
realtà, dovrebbe essere controbilanciata da adeguate misure di monitoraggio da parte
della D.G.S.I.A. o dei C.I.S.I.A., per non perdere il controllo effettivo della spesa,
ritornando così al punto di partenza, della necessità di disporre di strutture idonee,
quantitativamente e professionalmente, per la
gestione di dette attività.
In proposito,
deve essere chiarito il ruolo dei Magistrati di Riferimento per lInformatica del
singolo Ufficio: talvolta, è capitato che un ufficio si sia limitato ad acquisire
il parere del proprio referente interno per linformatica, eludendo il passaggio dal
Referente Distrettuale, prima di trasmettere le proprie richieste al C.I.S.I.A.
4.
La diffusione dei sistemi e della conoscenza informatica.
Questo è un
obiettivo che vede impegnati C.I.S.I.A. e Magistrati Referenti Distrettuali in modo
cooperativo: in alcune aree, emerge una difficoltà di accostamento ai sistemi informativi
automatizzati che va superata con interventi addestrativi, informativi, di
sensibilizzazione, etc., da condurre in stretta sinergia.
Sui C.I.S.I.A.
grava altresì il compito di favorire lapprontamento delle strutture (aule
informatiche), ma anche tale attività richiede una sensibilità spesso ancora sconosciuta
agli uffici, quanto alla messa a disposizione di spazi interni da destinare a detto uso.
Appare
preoccupante la difficoltà esistente nel fare comprendere che i sistemi informativi
automatizzati consentono di recuperare risorse, a patto di alcune irrinunciabili azioni:
-
abbandono dei
registri cartacei (dopo breve periodo di monitoraggio), in conseguenza delladozione
di quelli informatizzati;
-
facilitazioni al
personale (amministrativo e di magistratura) nellaccesso alla formazione e alladdestramento
informatico, per fare maturare disponibilità al cambiamento ed effettiva conoscenza del
funzionamento degli applicativi;
-
disponibilità ad
introdurre modifiche organizzative interne nella distribuzione del personale, quando unarea
sia o sia stata oggetto di informatizzazione (paradossalmente, nelle fasi di primo avvio
di un s.i.a., occorre potenziare lufficio
interessato, piuttosto che togliere risorse);
-
speciale
attenzione da dedicare agli aggiornamenti in corso quanto agli applicativi del civile
(pena il futuro fallimento a priori del progetto progetto telematico,
che sugli stessi è basato): se il giudice non redige la sentenza utilizzando Polis, la cancelleria non potrà effettuare una
pubblicazione automatica né rendere disponibile la copia da remoto agli
avvocati, etc.
;
-
accettazione dei
sistemi nazionali, per omogeneizzazione della gestione sul territorio, specie
quanto a raccolta ed elaborazione dei dati statistici, rassegnandosi allabbandono
dei sistemi artigianalmente costruiti allinterno, solo apparentemente più efficaci,
in quanto ritagliati sulle proprie esigenze, come un abito di sartoria a paragone con un
prodotto seriale; sul punto pesa altresì linconsapevolezza del fatto che la base
dati sarà efficace e rispondente alla realtà, solo se i dati saranno stati correttamente
e precisamente inseriti e se le funzionalità degli applicativi saranno state utilizzate
pienamente;
-
accettazione
delle regole generali di sicurezza e di tutela della riservatezza dei dati, che impongono
di negare spazio a soluzioni, adottate nel recente passato, che consentivano facile
accesso ai registri da terminali dedicati allavvocatura, pubblico, etc.;
tale aspetto è fortemente problematico, ove i nuovi applicativi, specie del civile, hanno
una completezza, ma anche complessità, tali da non permettere una facile esportazione dei
soli dati che possano essere resi ostensibili ad una (indeterminata e indistinta) area
dellavvocatura o del pubblico locale, mentre si vanno sempre più affermando
principi rigorosi su
o sicurezza nelle
transazioni di dati da remoto;
o limitazione dellaccesso
ai soggetti effettivamente legittimati a conoscere e solo per la parte di informazioni che
essi possano legittimamente conoscere.
E vera,
infatti, lesclusione generale, contenuta allart. 4, della applicabilità della
legge 675/96 al trattamento dei dati personali effettuato per ragioni di giustizia,
ed è sufficiente, in realtà, il solo richiamo alle norme ordinarie di procedura, che non
prevedono affatto un accesso indiscriminato di
tutti a tutti i dati dei registri, anche ove questi siano qualificati come
pubblici (area civile).
Un ruolo
determinante compete ai dirigenti amministrativi e ai capi degli uffici interessati da
progetti di informatizzazione: senza una chiara comprensione delle problematiche esistenti
nelle fasi introduttive dei sistemi informativi automatizzati, senza un adeguato sostegno
manageriale (direzionale) al processo di innovazione, non sarà possibile
conseguire i risultati attesi.
Sostenere e
motivare il personale, effettuare i necessari cambiamenti organizzativi nellassetto
interno dellufficio, monitorare insieme agli esperti esterni ed interni allAmministrazione
le eventuali necessità di adeguamento
del progetto in corso dopera: tutto ciò è decisamente impegnativo, ma permette di
svolgere un ruolo di vera e propria direzione partecipata, trasformando una fase
altrimenti critica in una occasione di crescita professionale per tutti e di apprendimento
organizzativo per la struttura.
Daniela
Intravaia
Di alcuni di questi personalmente mi occupo, come responsabile sul territorio della cura
delle esigenze informatiche di due regioni del Nord dItalia, Lombardia e Trentino
Alto Adige, per un totale di n. 172 uffici giudiziari, distribuiti fra n. 140 edifici.
Coordinamenti interdistrettuali per i sistemi informativi automatizzati, a partire
dal 1995. Attualmente, il territorio nazionale è distribuito fra n. 11 coordinamenti
coperti da dirigente informatico (cioè dirigente proveniente dalla carriera
amministrativa, ma appositamente formato e selezionato per possedere i requisiti previsti
dallart. 11 del DPR 39/93, istitutivo dellAutorità per lInformatica
nella Pubblica Amministrazione).
Ufficio del Responsabile per i Sistemi Informativi Automatizzati, dalla definizione del
decreto 39/93, cioè in rapporto alle competenze di raccordo tra Amministrazione
giudiziaria e A.I.P.A. Questa, a sua volta, è attualmente oggetto di trasformazione
organizzativa.
[
Per una completa panoramica dei progetti in corso di realizzazione, si rinvia al Piano
Triennale per lInformatica del Ministero, che ogni anno viene aggiornato ed adeguato
ai nuovi bisogni.
Perciò sono richiesti rigorosi presupposti (di architettura, di sicurezza dei
collegamenti, di formato elettronico dei documenti, etc.).
LA.I.P.A. ha
approvato il progetto per il gestore centrale (il sistema che regolerà a livello
nazionale laccesso alla rete giustizia dallesterno e lo smistamento delle
interrogazioni o transazioni agli uffici giudiziari); è già stato firmato anche il
relativo contratto, per la realizzazione concreta; a breve sarà pronto il progetto
complessivo per il gestore locale (che avrà la funzione di smistare gli atti ai vari
applicativi o cancellerie, nellambito degli uffici); allo stato, si stanno
effettuando transazioni in via sperimentale, mentre un prototipo di processo telematico è
già operativo presso il Tribunale di Bologna.
Lamministratore di sistema è una figura tecnica, istituita per garantire la
conduzione operativa del sistema informativo, che effettua presso gli uffici le operazioni
periodiche di salvataggio e di recupero dati, nonché la
gestione in sicurezza degli applicativi e delle basi di dati.
Restano un po
sullo sfondo gli utenti privati, i cittadini, in realtà accedenti direttamente alla
giustizia civile in misura minima, ma, in ogni caso, determinanti, in quanto destinatari
finali del servizio reso, quindi valutatori definitivi della sua qualità.
Soprattutto nelle fasi di prima installazione ed avvio di informatizzazione di una
specifica area, occorrono talvolta lunghe fasi di monitoraggio, di verifica delladeguatezza
degli applicativi. Questi ultimi, di solito, sono stati studiati e progettati
preventivamente sul campo, cioè con la collaborazione e la consulenza degli
esperti dei servizi giudiziari, ma si tratta pur sempre di laboratori, che,
allimpatto con la realtà, svelano qualche limite - derivante, ad es., da mancate
comprensioni dellesatta natura delle attività -, oppure richiedono qualche
adattamento a modifiche nel frattempo intervenute nella normativa o nelle prassi di
lavoro.
Sul punto, si rinvia, a titolo meramente esemplificativo, al manuale Euromethod,
pubblicato sul sito AIPA, www.aipa.it, nella versione
1996, che suggerisce una metodologia da seguire nella gestione delle acquisizioni di beni
o servizi in area tecnologica, proponendo il ricorso a diverse tipologie di elaborati:
elaborati dellarea del contratto, elaborati gestionali, elaborati dellarea dintervento,
etc. Sono strumenti assimilabili a quelli del project management, un approccio
manageriale inteso a facilitare la pianificazione e realizzazione dei progetti e che si
sta progressivamente adottando presso la D.G.S.I.A.
Ciò vale soprattutto nel Nord del Paese, dove si lamentano carenze di personale negli
uffici giudiziari talvolta nellordine del 30-40%.
I controlli di ragioneria sui contratti, in generale, rappresentano spesso una mera
verifica formale doverosa e importante - , ma ne va smarrita tutta la
potenzialità. In assenza di una ottica (una vision
) coerente con il
controllo di gestione: ci si sofferma su difetti formali e si perde di vista il risultato finale: quel contratto
è servito allufficio destinatario? ha dato il risultato sperato? è stato
monitorato il processo dacquisto ?
Questo è un problema molto sentito
nel territorio del C.I.S.I.A. di Milano: in alcune aree (Tribunale civile di Milano) si
stanno studiando interventi per dare sostegno allarea civile, interessata da un
aggiornamento degli applicativi molto impegnativo per le cancellerie. Non vi
vorrebbe mai apparire quale elemento frenante in un processo innovativo, ma non si può
prescindere, come area tecnica, dalla rigorosa osservanza e applicazione delle regole
esistenti nelle due delicate materie della sicurezza e della riservatezza dei dati
In concreto, accade che
qualcuno rimpianga i tavoli con le grandi rubriche e i ruoli generali abbandonati a se
stessi, contesi tra avvocati affannati, alla ricerca di informazioni non sempre loro tutte
dovute.
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