Sig. Capo
Dipartimento,
Autorità
tutte,
Signore e
Signori, Colleghe e Colleghi,
Benvenuti
a Ragusa per questo convegno organizzato dallAssociazione Nazionale dei Dirigenti
del Ministero della Giustizia e dallAssociazione Nuova Giustizia.
Ormai per
tradizione, ogni anno le nostre associazioni organizzano un incontro, in una città
diversa, quale occasione di scambio di opinioni sui problemi del lavoro ma anche di
scambio di interessi e di conoscenza di esperienze culturali e sociali. Da questanno,
dopo che le nostre associazioni hanno avuto lonore di essere stati eletti alla
presidenza dellEUR per i prossimi tre anni, ci auguriamo che i nostri soci possano
intensificare queste esperienze anche con i colleghi degli altri paesi europei.
La scelta
del tema del nostro convegno scaturisce dalla convinzione che sessantanni di
continue modifiche e riforme processuali non sono riusciti a dare allItalia un
servizio giustizia allaltezza dei tempi, capace di garantire qualità e attenzione
alle esigenze del cittadino. Nonostante le riforme, i reiterati aumenti dellorganico
del personale, gli investimenti nellinformatizzazione, la qualità del servizio
giustizia resta piuttosto scadente, i tempi esageratamente lunghi. Riteniamo che la
Giustizia, come tutta la Pubblica Amministrazione, ha bisogno di una completa
riorganizzazione che utilizzi in modo razionale le risorse disponibili. Del resto in tutti
i paesi dellEuropa è in corso una profonda attività di rinnovamento e
riorganizzazione della giustizia basata sulla formazione del personale, sullautomazione,
partendo dallo studio e dallanalisi delle procedure esistenti. E invece dagli
interventi nelle sedi istituzionali o sulla stampa si ha la sensazione che manchi una
visione completa delle esigenze organizzative e di modernizzazione utili per dare ai
cittadini un servizio giustizia di qualità. Da tali inteventi sembra di percepire la
totale indifferenza per i compiti attribuiti alla struttura giudiziaria sia dallordinamento
costituzionale sia dalle esigenze di un moderno modello organizzativo.
Noi siamo
convinti che se si vuole costruire un servizio giustizia di qualità nel nostro paese
dobbiamo modificare lorganizzazione del sistema giudiziario cambiando lorganizzazione
del lavoro, di magistrati e personale amministrativo, e utilizzando le nuove tecnologie in
maniera creativa e, pertanto, molto innovativa. Dobbiamo allora rompere con il passato e
riprogettare il nostro modo di lavorare utilizzando sia le moderne tecnologie dellinformazione
che metodi di lavoro adatti ai nuovi tempi, con un completo ripensamento dei processi
fondamentali dellorganizzazione giudiziaria.
Ciò
comporta che ci sia una visione dellobiettivo desiderato e che lintera
organizzazione sia coinvolta nel cambiamento; che le decisioni siano elaborate dove lattività
viene svolta, che la formazione e laddestramento sostengano il processo di
riorganizzazione, che vi siano un sistema di valutazione e dei meccanismi premianti che
sostengano la motivazione.
Per fare
ciò è necessario incidere innanzi tutto sulle risorse umane, che costituiscono il
patrimonio più importante dellamministrazione, affrontando e risolvendo numerosi
problemi da anni sul tappeto.
In primo
luogo bisogna mettere in discussione il funzionamento delle strutture organizzative
individuando una corretta suddivisione delle responsabilità e dei sistemi di valutazione
delloperato di ciascuno. Non cè, e non ci può essere, ufficio o azienda che
funzioni se non cè chiarezza di ruoli e responsabilità al suo interno. E
necessario assicurare la chiarezza dei ruoli allinterno degli uffici giudiziari
stabilendo i principi che devono regolare i rapporti tra i magistrati capi dellufficio
e i dirigenti delle cancellerie. I dirigenti e i funzionari preposti agli uffici di
cancelleria devono operare avendo la certezza del proprio ruolo e della propria
responsabilità. Nei nostri uffici, nonostante da anni si sia addivenuta ad una soluzione
da tutti accettata sul ruolo della dirigenza amministrativa, nessun ministro è finora
riuscito a tradurre tale accordo in norma. Tale situazione deresponsabilizza i vertici
degli uffici, perpetuando inefficienze e inadempienze.
E allora
diventa indifferibile lindividuazione delle funzioni amministrative dei dirigenti
degli uffici periferici. I dirigenti amministrativi hanno la competenza e la capacità di
svolgere in maniera del tutto indipendente il loro ruolo. Possiedono la cultura della
gestione necessaria per valorizzare le risorse umane, migliorare la qualità del servizio,
e rafforzare le capacità manageriali. Sono anche soggetti ad un ordinamento che valuta il
loro operato collegando al risultato conseguenze gravi, fino al licenziamento. Attribuire
loro le responsabilità amministrative della dirigenza degli uffici significa avere dei
dirigenti che hanno tutto linteresse a dare il meglio di se, eliminando lattuale
situazione di totale deresponsabilizzazione. In tale ambito dovrebbe anche trovare
soluzione lesigenza di attribuire ai dirigenti amministrativi la responsabilità
della gestione delle strutture giudiziarie. Per prevenire obiezioni che già conosciamo,
voglio dire che non ci interessa la doppia dirigenza; vogliamo che il rapporto che unisce
il dirigente al magistrato capo dellufficio non
sia un rapporto gerarchico ma funzionale, in cui il dirigente risponda dei risultati della
sua attività, non dei suoi atti. Soltanto un sistema del genere si adatta bene sia ad una
organizzazione amministrativa moderna che al dettato costituzionale della separazione dei
poteri amministrativo e giurisdizionale.
La
formazione è una delle maggiori ricchezze di unazienda. La formazione crea sapere,
ma anche responsabilità e crescita culturale. Ogni amministrazione dovrebbe avere la
massima attenzione per la formazione del proprio personale. A più riprese abbiamo
sostenuto la necessità di diffondere tra il personale la cultura del servizio, assicurare
in tutto il territorio modalità procedimentali omogenee, dare agli operatori la
professionalità necessaria a rispondere adeguatamente alle esigenze dellutenza. La
formazione congiunta da più parti auspicata, tra capi degli uffici e dirigenti
amministrativi, ma anche con specialisti di aree professionali nuove sempre più presenti
nellamministrazione quali analisti di organizzazione, informatici, ecc, creerebbe
comprensione reciproca e comunanza di obiettivi. Si dovrebbe guardare con molta attenzione
alla formazione e non farsi travolgere dalle richieste, comode per tutti, anche per chi si
libera dellonere di organizzare la formazione, di avanzamenti di carriere gratuiti
svincolati da riferimenti a percorsi formativi e professionali. Tra laltro lintroduzione
delle nuove tecnologie, e la conseguente ricomposizione delle mansioni, hanno trasformato
gli ambienti di lavoro rendendo indispensabile un aggiornamento continuo di tutto il
personale a tutti i livelli.
Nellambito
del discorso della formazione e della riqualificazione del personale, e parallelamente allesigenza
di costruire un ordinamento di funzionario giudiziario europeo, si dovrebbe guardare con
molta attenzione a quello che avviene negli altri paesi europei. In molti di questi paesi,
ai funzionari di grado elevato e che hanno la preparazione culturale adeguata, sono state
attribuite competenze in materia di volontaria giurisdizione o prettamente amministrativa
che per tradizione nel nostro paese sono di esclusiva attribuzione dei magistrati. Ma
anche alcune competenze in materia di procedura penale e civile, ad esempio nel campo dellesecuzione.
E ciò sta avvenendo anche in paesi come la Francia le cui tradizioni giuridiche sono
molto vicine alle nostre. Ladozione di soluzioni del genere potrebbero creare
gratificazione in quei funzionari che non trovano uno sbocco nella dirigenza e,
contemporaneamente, alleggerirebbe la magistratura di compiti sostanzialmente estranei al
suo fine istituzionale che è il giudicare e non lamministrare. Secondo i Ministeri
della Giustizia di Germania e Austria, il Rechtspfleger ha definitivamente dimostrato di
saper essere un moderno agente della giustizia idoneo a risolvere le esigenze dei
cittadini. Anche la
tendenza negli altri paesi europei è di delegare quante più materie possibili ai
funzionari, sebbene questo fenomeno si può maggiormente osservare nei paesi nordici. La
professione del Rechtspfleger è stata introdotta in Polonia, Estonia, e Repubblica Ceka;
ma anche in Francia, Belgio, Danimarca, Svezia e Spagna speciali mansioni, da noi di
esclusiva competenza dei magistrati, sono state attribuite ai funzionari. La stessa
prospettiva è in corso di studio in molti paesi.
In questambito
sinserisce anche il tema dellufficio del giudice, una prospettiva che noi
sosteniamo e che speriamo possa essere risolto nellambito della contrattazione
integrativa, purché con tale obiettivo si vogliano costruire degli uffici di studio e
collaborazione qualificata che aiutino il lavoro del magistrato.
Un
migliore utilizzo delle risorse umane comporta ladozione di un equilibrato sistema
retributivo ed un valido sistema premiante che sinserisca in un progetto di
valutazione di grande respiro. Lindividuazione delle nuove fasce di posizione dei
dirigenti della giustizia, attesa dopo un ritardo veramente eccessivo anche per lintervenuta
riforma del giudice unico, dovrebbe soddisfare le aspettative dei dirigenti e retribuire
le loro effettive responsabilità di gestione delle risorse umane e materiali. Un percorso
trasparente e un approfondito dialogo con le organizzazioni sindacali sarebbe in tal senso
la soluzione più idonea per evitare errori e insoddisfazioni che potrebbero causare
incomprensioni tra lAmministrazione e i suoi più diretti collaboratori.
Al
di là dei progetti previsti dal fondo di incentivazione per il personale, che
costituiscono uno strumento minimale ma utile per la gestione del personale e che si tenta
di eliminare per passare a gratificazioni avulse da qualunque valutazione, sarebbe il caso
di individuare un sistema di valutazione dellattività degli uffici, ma anche dei
dirigenti, dei magistrati, del personale, che abbia una ricaduta omogenea nei rispettivi
ordinamenti e che, piuttosto che creare conflittualità tra le componenti del sistema
giustizia, indirizzi tutti verso obiettivi comuni.
Conosciamo
tutti la vicenda della valutazione dei dirigenti amministrativi. Questanno una
commissione, in scadenza a metà dellanno, ha voluto a tutti i costi avviare una
sperimentazione della metodologia adottata, nonostante sapesse che i presupposti su cui si
basava (lelaborazione di programmi e direttive da parte dellamministrazione,
ma anche lattribuzione ai dirigenti di poteri e strumenti) non esistessero.
Noi
proponiamo lelaborazione di un sistema di valutazione che, senza eliminare quella
individuale, misuri lefficienza e lincremento della qualità di tutto lufficio
e abbia ricadute sulla valutazione di tutto il personale di quellufficio, compresi i
magistrati, nel rispetto dei singoli ordinamenti. Per fare un esempio, del tutto astratto,
il risultato della valutazione potrebbe essere preso in considerazione per lattribuzione
dei fondi del salario accessorio del personale amministrativo, per la determinazione della
retribuzione di risultato dei dirigenti, per gli avanzamenti di carriera dei magistrati.
Un sistema del genere contribuirebbe a coalizzare tutte le componenti dello stesso ufficio
verso il raggiungimento degli obiettivi di qualità proposti, senza creare la
conflittualità insita nellattuale sistema.
Nella
scorsa legislatura era stato già approvato da una delle Camere un disegno di legge sul
decentramento dei servizi giudiziari. Un provvedimento sul decentramento è diventato
ormai improcrastinabile al fine di dare una risposta immediata alle richieste riguardanti
le risorse. Ormai è passato un anno dallinsediamento del nuovo governo e sono stati
presentati due disegni di legge sullargomento: uno dellopposizione, che
ricalca quello approvato nella scorsa legislatura, e uno da un deputato della maggioranza,
per molti versi criticabile e che non sembra peraltro rispettare gli orientamenti in
materia di politica giudiziaria dellattuale maggioranza.
Nellambito
del discorso sul decentramento si impone anche la soluzione del problema della gestione
dei palazzi di giustizia, problema alla cui soluzione sappiamo essere sensibile il
ministro Castelli, ma che, allo stato, è rimasto anchesso tra i tanti progetti da
affrontare.
Un
discorso molto ampio, che non può essere affrontato completamente in questa sede, è
quello della riorganizzazione e dellautomazione. Noi tutti sappiamo che il nostro
ministero ha fatto negli anni ingenti investimenti per lautomazione degli uffici. In
particolare crediamo che si debbano fare degli sforzi di fantasia per utilizzare loccasione
dellautomazione per un rinnovamento dellorganizzazione del lavoro che,
partendo dallo studio delle procedure e delle strutture organizzative, inventi soluzioni
organizzative nuove, più adatte di quelle attuali ad una logica informatica e unorganizzazione
del lavoro nuova e più efficiente.
La
tendenza attuale, in Europa, è di rendere le informazioni giuridiche disponibili ai
cittadini in forma elettronica e gratuita; dare la possibilità ai cittadini di accedere,
con gli strumenti informatici, alle notizie che li riguardano, contenute nei pubblici
registri; la possibilità del cittadino di interagire con i servizi giudiziari.
Lintroduzione
delle nuove tecnologie offrono loccasione per cambiare, in senso più democratico e
trasparente, la pubblica amministrazione, avvicinandola al cittadino e per armonizzare lorganizzazione
pubblica dei paesi europei. In concreto è possibile incrementare linformazione al
pubblico utilizzando le possibilità offerte dalle reti di telecomunicazione; introdurre
nuovi, più efficienti servizi, anche utilizzando internet, riducendo i disagi derivanti
dalle vecchie organizzazioni degli uffici; migliorare la qualità dei servizi, riducendo
al minimo gli errori umani.
Invece
succede ancora oggi che gli ispettori ministeriali vanno in giro per gli uffici, non per
valutare la capacità organizzativa e la qualità del servizio prestato dallufficio,
ma per minacciare addebiti economici e suggerire la sovrapposizione di registri di comodo
allinformatizzazione. E necessario tagliare
con le vecchie abitudini e prassi di lavoro, nella misura in cui non sono adeguate al
presente; soprattutto è necessario che il rinnovamento parta dallalto e incoraggi
la base.
Nellanalisi
dellorganizzazione del lavoro sarebbe opportuno fare riferimento anche alle
attività svolte da amministrazioni contigue, per esempio le forze di polizia, evitando
duplicazioni di attività (registri, anagrafi penali) e integrando le potenzialità dei
sistemi informativi esistenti.
Si
potrebbe anche guardare alle esperienze positive di altri paesi europei, anche di cultura
diversa dalla nostra, ma proprio per questo con una carica più fortemente innovativa. In
Austria e in Germania è stata introdotta con risultati positivi la Default Action (azione
contumaciale) per le controversie civili di modesto valore. Il sistema prevede un sistema
centralizzato (decisioni informatizzate) e un sistema decentrato. Nel sistema
centralizzato è eliminata la competenza dei tribunali e resta soltanto la competenza del
Computer contumaciale. Attraverso questa semplificazione, praticamente ogni cittadino può
asserire un suo diritto senza necessità di rappresentanza legale. La domanda è annullata
solo per irregolarità formali. La domanda è notificata per posta e la controparte ha 14
giorni per controdedurre. Se nessuna obiezione è proposta, sulla domanda può essere
apposta la formula esecutiva. La procedura è completata, se non c'è appello, circa
cinque o sei settimane dalla domanda con costi molto inferiori a quelli di una causa
civile.
Un
sistema analogo potrebbe adottarsi per i procedimenti penali di minore gravità, con una
attribuzione di pena automatica e un giudizio solo su opposizione di parte.
Non
sempre gli interventi sullefficienza degli uffici giudiziari dipendono
necessariamente dallamministrazione centrale. E non è neanche giusto pensare
solamente ad obiettivi di riprogettazione organizzativa radicale. Anche piccoli ma
continui interventi di miglioramento danno, nel tempo, un risultato visibile.
Abbiamo
sostenuto da sempre che, anche nella situazione attuale, in cui gli spazi dazione
per i dirigenti amministrativi sembrano molto ridotti, non sempre utilizziamo i pochi
poteri che pure ci sono attribuiti: abbiamo invece il dovere di occupare tutti gli spazi
legittimamente possibili, al fine di raggiungere gli obiettivi defficienza degli
uffici e defficacia della loro attività. Ribadiamo questa nostra convinzione nella
certezza che solo con questatteggiamento è possibile svolgere appieno il nostro
lavoro. Confortati anche dallesperienza di risultati diversi nei vari uffici e
rapportati al ruolo e alla determinazione che dirigenti diversi hanno scelto di adottare.
Lo
scorso anno abbiamo dedicato i lavori del nostro convegno alladozione di un sistema
di qualità nellamministrazione giudiziaria. Riteniamo che le conclusioni cui
eravamo arrivati siano tuttora valide. In particolare riteniamo che sia della massima
importanza la promozione nelle varie sedi, assieme a magistrati e avvocati, dosservatori
della giustizia che siano occasione di discussione, di scambio di valutazioni e proposte,
di rilevazione esterna, quindi obiettiva, ma non penalizzante, della qualità del servizio
prestato dagli uffici ed, eventualmente, promotore di rilevazione della soddisfazione del
cittadino.
Nel corso di questincontro
affronteremo questi ed altri problemi, ed altri lo faranno sicuramente meglio di me. Lo
abbiamo fatto anche altre volte. Ritengo però che sia giunto il momento di fare un passo
avanti. Discutere è importante: il dialogo è il fondamento della democrazia e della
civiltà. Il dialogo serve alla comprensione reciproca delle esigenze, dei problemi del
lavoro altrui. E' importante arrivare, attraverso il dialogo e la comprensione, alla
soluzione dei problemi di tutti, nella convinzione dellinteresse comune che ci
unisce, che è quello di fornire ai cittadini un servizio giustizia sempre migliore. Per
questo propongo che si creino dei momenti permanenti dapprofondimento e delaborazione
di proposte concrete nelle sedi più idonee: gruppi di studio o commissioni tra
amministrazione, magistrati, avvocati, dirigenti o quantaltro sarà ritenuto più
utile. Questo sarà il compito fondamentale, per il prossimo anno, della dirigenza dellAssociazione
che sarà eletta nel corso di questo incontro.
Grazie. |